Continente per continente il bigino del 2011

Continente per continente il bigino del 2011

Mentre noi europei scoprivamo di essere l’anello debole del mondo, dall’America è partita una richiesta di maggiore giustizia sociale che, per quanto non sia stata così spontanea come sembra, è stato un vero fenomeno globale. Così mentre i giovani occidentali scendevano in piazza, i loro coetanei arabi defenestravano i loro governi e l’Australia diventava la terra promessa per 60 mila italiani laureati. La Cina sembra l’unico modello rimasto, se di modello si può trattare, ma anche il capitalismo di Stato sembra essere arrivato a toccare i propri limiti.

Ecco allora le nostre analisi di quanto è successo quest’anno. Enrico Pedemonte ci racconta delle istanze nate con Occupy Wall Street, Fabrizio Goria della paura europea, Stefano Casertano dei limiti del modello asiatico, Lia Quartapelle di come l’onda araba non abbia coinvolto il resto dell’Africa e Dario Ronzoni delle prospettive che incontreranno quei 60 mila italiani in Australia. 

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