Il Pdl torna dalle ferie e lucra sul Natale della crisi

Il Pdl torna dalle ferie e lucra sul Natale della crisi

Quello appena trascorso è stato un Natale sotto tono. Meno regali sotto l’albero, meno shopping nei negozi, meno portate a tavola per il tradizionale cenone. Feste all’insegna della recessione: stando ai dati forniti dalle associazioni dei consumatori gli italiani hanno speso 400 milioni di euro in meno rispetto all’anno scorso. Un taglio di oltre 150 euro a famiglia. D’altronde c’è la crisi economica, giornali e televisioni ce lo ripetono da tempo. Girano meno soldi, i consumi crollano. E le feste religiose non fanno eccezione.

Come se non fosse abbastanza, a rovinare le festività “low cost” si è aggiunto un altro fenomeno. Una conseguenza dell’austerity natalizia che nessuno aveva preventivato. Sono gli esponenti politici che in queste ore continuano a trasmettere comunicati stampa. Non per fare gli auguri. Ma per spiegare che se ci sono pochi regali la colpa è di Mario Monti. Sono i parlamentari che lucrano sulla situazione senza farsi troppi problemi. Gli stessi che pur di accaparrarsi qualche voto proseguono la campagna elettorale anche il giorno di Santo Stefano. Facendo cinicamente leva sulle preoccupazioni degli italiani.

È il caso dell’ex premier Silvio Berlusconi, intervenuto poco fa al telefono con la Comunità incontro di don Gelmini. Il Cavaliere poteva fare gli auguri a tutti, invece ha approfittato dell’occasione per criticare la manovra presentata dal governo. Un provvedimento che «con le nuove tasse finirà per comprimere i consumi e portare in recessione l’economia». Abbastanza per far sì che «gli italiani siano sempre più preoccupati». A spiegare meglio la linea berlusconiana è il portavoce Pdl Daniele Capezzone. Stando all’ex radicale il cenone più “leggero” sperimentato da tante famiglie è solo la prima avvisaglia del disastro. «La drastica compressione dei consumi natalizi – ha chiarito Capezzone – è un anticipo degli effetti recessivi e depressivi di una manovra troppo concentrata sugli aumenti di tasse». Insomma, se avete mangiato meno panettoni prendetevela con il decreto Salva Italia.

Il nesso tra un Natale senza soldi e il governo tecnico è evidente. Ne è convinto il vicepresidente dei deputati pidiellini Osvaldo Napoli: «Il calo dei consumi natalizi è causato dalla mancanza di fiducia determinata dalla manovra economica del governo». A qualcuno non resta che appellarsi alla pietà di Monti, ormai dipinto come l’avido Scrooge del Canto di Natale di Dickens: «Dopo la stretta su pensioni, Ici, Iva, benzina e addizionali Irpef – supplica l’ex sottosegretario Francesco Giro – il governo non può più chiedere soldi agli italiani». 

Come spesso accade in queste situazioni, rimane un dubbio. Ma quando tre giorni fa il Senato ha approvato definitivamente il decreto del governo, tra i partiti che hanno votato a favore della manovra non c’era anche il Pdl? E dove è finito il senso di responsabilità a cui si è tanto appellato Silvio Berlusconi negli ultimi giorni?

Forse ha vinto un po’ di ansia per le fatiche dell’Italia scossa dalla crisi. E dire che, appena un paio di mesi fa, i ristoranti erano sempre “tutti pieni”…