Lo stato taglia i fondi, il bimbo cieco non può più studiare

Lo stato taglia i fondi, il bimbo cieco non può più studiare

CASTROVILLARI – Studiare potrebbe presto diventare un lusso insostenibile per Claudio (nome di fantasia ndr), un bambino non vedente di 9 anni. L’anno scolastico in corso infatti potrebbe essere l’ultimo nel quale il bambino avrà l’opportunità di studiare sui libri trascritti appositamente per lui in linguaggio Braille (idioma per ciechi, ndr). Succede a Castrovillari in provincia di Cosenza, dove il comune non ha ancora pagato i libri sui quali Claudio ha cominciato a studiare nel settembre scorso. Così l’ente fornitore, la Biblioteca Italiana per i ciechi di Monza, minaccia di sospendere il servizio a partire dal prossimo anno e Claudio rischia di restare senza libri.

Il caso è nato quando la stampa locale ha raccolto le lamentele del padre del bambino, anch’egli non vedente. Nonostante il bambino risulti tuttora ben integrato nella realtà scolastica e con tutto il materiale didattico necessario a sua disposizione, il problema potrebbe manifestarsi a partire dal prossimo anno scolastico. Infatti se il comune di Castrovillari non pagherà alla biblioteca di Monza la sua parte del materiale didattico di quest’anno, l’anno prossimo Claudio non avrà più i libri su cui studiare.

Questa è la triste prospettiva che traspare alle parole del vicedirettore dell’ente lombardo Giampiero Notari che racconta a Linkiesta: «Come da accordi presi l’anno scorso con il Comune e l’istituto Santi Medici di Castrovillari, la nostra biblioteca ha prima trascritto e poi inviato in Calabria il materiale necessario al ragazzo, ma nonostante i ripetuti solleciti di pagamento inviati, il Comune non ha ancora pagato la parte che gli spetta. Presto invieremo agli enti interessati il nostro preventivo di spesa per la fornitura dei libri in linguaggio Braille anche per il prossimo anno», continua Solari «ma fino a quando non verrà saldato il conto dell’anno in corso, non avvieremo neanche la trascrizione dei nuovi testi».

Di norma i Comuni hanno la responsabilità amministrativa su Scuole Elementari e Medie, mentre le Province controllano gli istituti Superiori. Nel caso specifico, la fornitura del materiale didattico per il bambino è sempre stata pagata per metà dalla stessa Biblioteca attraverso fondi del Miur (Ministero dell’Istruzione) e per l’altra parte dal Comune. Da controlli effettuati sulle fatture emesse dalla Biblioteca di Monza e ancora non saldate, risulta che il Comune di Castrovillari ad oggi non ha ancora onorato gli impegni presi in precedenza con l’ente fornitore. Il quale perciò, in via cautelativa, ha annunciato che potrebbe non rinnovare la convenzione con il Comune, se quest’ultimo continuerà a risultare moroso nei suoi confronti.

L’amministrazione comunale, per voce dell’assessore all’Integrazione Scolastica dei Diversamente Abili Rosalia Vigna, dichiara a Linkiesta «di non avere competenza diretta sulla fornitura dei libri di testo al bambino. Tuttavia, attraverso un progetto integrativo approvato dalla Provincia il 5 dicembre scorso, sono stati messi a disposizione del ragazzo 9 mila euro complessivi per l’acquisto di materiale necessario al suo apprendimento come un nuovo PC, un dattilo-Braille e altro ancora». Ma sul conto non ancora saldato dei libri non ci sono risposte.

Così l’ultima risorsa che potrebbe aiutare a ripartire responsabilità e competenze sulla vicenda resta il preside della scuola frequentata da Claudio, Immacolata Gisella Mainieri che racconta a Linkiesta: «Il bambino è perfettamente integrato con la classe e segue le lezioni con profitto, grazie a insegnanti competenti e disponibili anche oltre ciò che compete al loro ruolo». Ad ogni modo, dall’anno prossimo il ragazzo potrebbe non avere neanche i libri su cui studiare, perché il Comune non ha ancora pagato quelli dell’anno in corso.

«Ho aperto io stessa il pacco con i libri per Claudio, che è arrivato all’inizio dell’anno scolastico – risponde sul punto il dirigente scolastico del II Circolo Didattico di Castrovillari – e all’interno non ho trovato alcuna fattura di pagamento, né di sollecito, perciò di cosa stiamo parlando? Mi ricordo ancora quando il ragazzo arrivò qui in prima elementare senza essere in possesso neanche della certificazione per la richiesta di un insegnante di sostegno – conclude Mainieri – ma nonostante tutto, la scuola l’ha subito accolto ed aiutato dal primo giorno, anche attraverso l’organizzazione di un proficuo corso di formazione, al quale hanno potuto partecipare gli insegnanti, la famiglia, il bambino e l’Asl di Castrovillari attraverso l’equipe psico-pedagogica».

Eppure senza mettere in dubbio la devozione alla causa di insegnanti, dirigente scolastico e assessore, la Biblioteca di Monza lamenta ancora fatture inevase e libri forniti, ma mai pagati. Perciò dall’anno prossimo, anche se da Castrovillari partirà «l’ok si stampi», a Monza non si muoverà rotativa senza che prima i debiti pregressi vengano saldati. «Sarebbe profondamente ingiusto che la Biblioteca fornisse la stessa attrezzatura ad enti morosi e non, senza fare le dovute differenze e quindi con grave nocumento delle casse dell’ente stesso», aggiunge il vicedirettore della Biblioteca Solari.

Così tra rimpalli di responsabilità e domande senza risposta, resta solo la tanta voglia di studiare di Claudio. Anche grazie all’aiuto delle istituzioni fino ad oggi c’è riuscito, resta solo a capire se potrà farlo anche a partire dall’anno prossimo. 

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