Monti manda in pensione anche la lira, collezionisti infuriati

Monti manda in pensione anche la lira, collezionisti infuriati

Un miliardo e trecento milioni di euro in una sola mossa. La magia del governo Monti è stata possibile grazie ad un provvedimento passato pressoché sotto silenzio: in pratica chi aveva in casa ancora monete o banconote del vecchio conio, avrebbe potuto convertirle in euro fino al 28 febbraio 2012. E invece il governo ha anticipato di tre mesi il pensionamento definitivo della lira, ossia dal 6 dicembre 2011, a partire dalla pubblicazione del decreto Monti sulla Gazzetta Ufficiale.

E quei soldi dove andranno? «Si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato» recita la manovra. Apriti cielo: nel mondo dei collezionisti si è scatenata la polemica. Umberto Moruzzi, autorevole esperto del settore, ha preso carta e penna e ha scritto al premier: «Tale manovra ha inevitabilmente inferto un duro colpo al collezionismo numismatico degli appassionati estimatori delle nostre care e vecchie Lire da molti rimpiante per la loro bellezza, che da sempre sono state una sorta di biglietto da visita del nostro paese, ancora oggi fortemente presenti nella nostra memoria».

Secondo Moruzzi si tratta di una mossa pressoché inutile: «Collezionisti, appassionati e nostalgici, non solo italiani, avrebbero comunque conservato le lire ancora in circolazione, lasciandoLe così gran parte del tesoretto utile per sanare il bilancio dello stato; tenga conto – continua Moruzzi – che questi stessi signori sono sottoposti anche a tutte le altre restrizioni previste dal decreto appena varato. Un’altra figuraccia dell’Italia – conclude – anche nel mondo numismatico».

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