“Nel mio Paese, un po’ di razionalità e di sano disgusto per l’egoismo”

“Nel mio Paese, un po’ di razionalità e di sano disgusto per l'egoismo”

Caro Babbo Natale,

ho sempre pensato che avesse molto senso chiedere a te cose tipo la guarigione da ogni malattia o la pace nel mondo – sì, proprio a te, un vecchio scandinavo panzone. Perché? Perché non esisti: e non c’è niente di meglio che affidare speranze impossibili a chi non può realizzarle. E’ facile e consolatorio. Invece, carissimo Babbo, io vorrei domandarti una cosa molto più semplice. Una adatta al tuo ruolo.

Vorrei che invece dei soliti regali mandassi giù, nel mio Paese, un po’ di razionalità e di sano disgusto per l’egoismo. Non ti chiedo di sanare la crisi o rimettere in sesto il Paese: queste sono cose che dobbiamo fare noi. Ti chiedo soltanto la nota che fa partire una nuova melodia – ma una nuova davvero.

Poi ce la caviamo da soli, giuro. Se lo può fare uno che non esiste, forse lo può fare anche un italiano.

Tuo

Giorgio

ps. Se riesci, anche una serata con Zooey Deschanel non mi farebbe schifo.