Per Dixon ora servono patrimoniale e privatizzazioni

Per Dixon ora servono patrimoniale e privatizzazioni

Il New York Times ha definito «ambiziosa» la nuova manovra italiana. È d’accordo con questo giudizio?
La manovra attuale – 20 miliardi di euro al netto di quanto reinvestito per la crescita – non è così ambiziosa: non rappresenta molto di più dell’1% del Pil. Sono le riforme a lungo termine ad essere più ambiziose, come l’eliminazione delle baby pensioni, la liberalizzazione dei servizi, il contrasto dell’evasione fiscale. La riforma più ambiziosa potrebbe essere quella sul mercato del lavoro, presupponendo che venga approvata senza problemi. Nel loro insieme queste riforme renderanno l’Italia più forte e sana nel lungo periodo, ma ovviamente significano far prevalere l’interesse nazionale su quello personale e non avranno un grande impatto nel breve periodo.

Ieri ha scritto che nella manovra di Mario Monti non c’è un provvedimento miracoloso preso da solo. Quali misure saranno utili per una riduzione concreta del debito pubblico italiano?
Il prossimo anno, il rapporto fra debito e Pil è destinato a crescere. Dopo, scenderà lentamente, sempre che l’Italia tenga fede al suo piano. Sarei favorevole a una forma più incisiva di patrimoniale e un’accelerazione sulle privatizzazioni, misure che potrebbero portare il livello del debito pubblico decisamente sotto il 100% del Pil.

I sindacati italiani considerano ingiusto il mancato adeguamento annuale delle pensioni all’inflazione. Quale è il suo parere?
Mi sembra che il “pacchetto Monti” sia abbastanza equo e che tutti debbano affrontare dei sacrifici, ma chi ha le pensioni più basse verrà tutelato.

Quali aspettative ci possono essere sul summit europeo del 9 dicembre?
Ci sarà un qualche tipo di accordo sulla disciplina fiscale. Ci saranno anche specifiche su come le banche centrali nazionali possano prestare soldi al Fondo monetario internazionale e come questo possa a sua volta concedere prestiti ad Italia e Spagna se dovesse essere necessario. Allo stesso tempo, la Banca centrale europea dovrebbe produrre dei provvedimenti in supporto del sistema bancario, così come tagliare i tassi di interesse. L’Eurotower potrebbe annunciare, poco dopo il summit, un maggiore impegno nell’acquisto di titoli di stato ma non sono del tutto sicuro su quanto possa essere efficace.

Si aspetta un intervento del Fondo monetario internazionale e dell’Unione europea nei confronti dell’Italia?
Credo che le possibilità siano 50-50. Monti ha iniziato bene, ma i mercati sono ancora fragili e l’anno prossimo l’Italia ha una grande quantità di debito da rifinanziare. Con l’economia quasi certamente in recessione, i numeri della raccolta fiscale potrebbero peggiorare. La Banca centrale europea potrebbe impegnarsi nell’acquisto di abbastanza titoli di stato per evitare di rivolgersi al Fondo monetario internazionale. Ma non possiamo esserne sicuri.

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fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria

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