“Questa è una rapina!”: ecco l’opposizione responsabile della Lega

“Questa è una rapina!”: ecco l’opposizione responsabile della Lega

«La Lega Nord sta avendo un comportamento responsabile e non sta facendo alcun tipo di ostruzionismo gravoso o preconcetto». Parlavano così, non più tardi di ieri, Maurizio Fugatti e Massimo Bitonci. I due capigruppo del Carroccio nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. «Come è giusto che sia – spiegavano ancora i responsabili del partito in tema di manovra economica – ci limitiamo a fare l’opposizione per cercare di migliorare questo provvedimento».

Oggi i buoni propositi sono stati messi in pratica. Questa mattina, in meno di un’ora, parlamentari padani sono riusciti a bloccare i lavori di Camera e Senato. L’offensiva leghista è la dimostrazione che dalle parti di via Bellerio c’è un’evidente confusione sul significato del termine “responsabile”. Ma è anche il chiaro segnale che la Lega di governo ha lasciato il posto al partito di lotta (come recentemente avevano preannunciato la riapertura del Parlamento del Nord e il progetto di istituire un conio padano).

A Montecitorio l’ostruzionismo della Lega rischia di far slittare di qualche giorno l’approvazione della manovra economica. Da stamattina il testo è in Aula. Ma prima del voto di fiducia e della definitiva approvazione – come da regolamento – è in programma una breve discussione generale. Peccato che degli oltre 80 deputati iscritti a parlare, 55 siano esponenti della Lega Nord. In pratica tutto il gruppo. Gli interventi hanno l’obiettivo di far rallentare i lavori della Camera. Un po’ come era successo venerdì scorso, al momento di presentare gli emendamenti alla manovra in commissione. Quando i leghisti avevano depositato da soli circa 600 richieste di modifica: la metà del totale.

Ma è al Senato che va in scena la massima espressione del “comportamento responsabile” padano. Stamattina il presidente del Consiglio Mario Monti è intervenuto a Palazzo Madama per illustrare l’esito del vertice europeo della scorsa settimana. Per colpa della dura contestazione dei senatori leghisti, il presidente dell’Aula Renato Schifani è stato costretto a interrompere la seduta. Nessuna critica agli incontri europei del rappresentante italiano, sia bene inteso. Ma ancora accuse per la manovra appena licenziata dalle commissioni della Camera. Prima l’esposizione di manifesti – tra i più gettonati “Basta tasse” e “Questa non è una manovra è una rapina” – poi le urla. Stando ai presenti sarebbero volati anche diversi insulti, per Monti ma anche Schifani. «Due pagliacci», stando all’analisi del senatore leghista Giovanni Torri. Al termine dell’intervento del premier i leghisti hanno sfidato gli applausi dell’Aula gridando “Vergogna, vergogna!”. Reazioni scomposte, ma non improvvisate. Il capogruppo al Senato Federico Bricolo conferma: «Abbiamo contestato il premier perché ha fatto una manovra che è una rapina. Non è così che si risana un Paese. La Lega ha alzato la voce perché non siamo disposti a farci prendere in giro. Lo rifaremo anche in altre circostanze».

Camera, Senato e anche qualche commissione. Sempre questa mattina il capogruppo della Lega alla Camera Marco Reguzzoni avrebbe abbandonato la seduta del Copasir – il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica – rivendicando la poltrona di presidente dell’assise. La questione era stata aperta già da qualche giorno. Il regolamento parlamentare attribuisce la presidenza del Copasir ai partiti di opposizione (attualmente il presidente è Massimo D’Alema). Da qui la richiesta dei leghisti, pronti a disertare i lavori della commissione fino a quando non sarà deciso un cambio dei vertici. 

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