Calabria, l’università ha 40 anni ma il rettore non cambia mai

Calabria, l'università ha 40 anni ma il rettore non cambia mai

COSENZA – Una laurea laurea honoris causa in Filologia moderna a Benigni. Così l’Università della Calabria ha festeggiato il suo 40esimo anno di attività. Il rettore Giovanni Latorre aveva annunciato la presenza del comico toscano sottolineando che «la presenza di Benigni per l’inaugurazione del quarantesimo anno didattico dell’Unical, è un evento straordinario». Ma se l’ateneo oggi si festeggia il suo quarantesimo anno di attività, il rettore Latorre dovrà accontentarsi e fermarsi a quattordici.

Tanti sono gli anni consecutivi in cui Latorre ha ricoperto la carica di rettore dell’Unical, carica che presumibilmente abbandonerà nel 2013, quando dovrà cedere lo scettro al suo successore. La storia del Rettore fra i più longevi d’Italia è iniziata nel lontano 1997. Proprio allora infatti l’Università della Calabria inserì nel suo Statuto una norma, che limitava a due mandati consecutivi di quattro anni ciascuno, il limite massimo di permanenza in carica del Rettore.

La norma divenne effettiva nel 1999, quando Giovanni Latorre venne eletto rettore per la prima volta. Allora era chiaro che alla prima elezione ne sarebbe potuta seguire al massimo una seconda, come indica chiaramente l’art. 6 comma 2 del “Regolamento generale d’ateneo”, dove si legge «il rettore dura in carica quattro anni e non può essere eletto più di due volte consecutive». A conti fatti, l’esperienza di Latorre si sarebbe dovuta concludere al massimo nel 2007 in caso di rielezione nel 2003 (cosa peraltro avvenuta). Ma così non è stato, infatti Latorre è ancora oggi in carica e lo sarà fino al 2013. Come è potuto succedere?

Nel 2005 il rettore era candidato alle elezioni regionali nel listino bloccato in appoggio all’ex governatore di centrosinistra Agazio Loiero, ma non venne eletto. Latorre era stato già rieletto Rettore dell’Unical nel 2003, ma dopo la mancata elezione in Consiglio Regionale nel 2006, sentì che c’era «bisogno di un’approfondita rivisitazione dello statuto dell’Università», come registrava la Gazzetta del Sud a marzo di quell’anno. A suo dire «l’università si era ingrandita e, per restare al passo dei grandi atenei in espansione e continuare a restare nella serie A degli atenei italiani», si doveva «garantire la continuità rimuovendo l’ostacolo della rieleggibilità del Rettore per la terza volta». Con queste parole, nel 2006 Latorre chiese e ottenne la modifica dello Statuto dell’Università della Calabria. La norma transitoria venne approvata in Senato accademico con 19 voti a favore su 26 (quorum a 17), anche con il voto di persone (Rettore in primis e alcuni Presidi) che direttamente ne avrebbero potuto beneficiare.

La nuova norma recita: «Il Rettore, i Presidi di Facoltà (…) attualmente in carica, con mandati in scadenza e non più rieleggibili, possono candidarsi per il terzo mandato consecutivo». Detto, fatto. Latorre si ricandidò per la terza volta consecutiva e fu rieletto Rettore dell’Università della Calabria il 27 Giugno 2007. Per dovere di cronaca bisogna riportare anche che, nonostante la norma sia valida e permetta a Latorre di restare seduto sulla poltrona di Rettore, nel “Regolamento generale d’ateneo” a distanza di quasi 6 anni dalla modifica, è ancora previsto ancora il limite di due mandati consecutivi.

A questo punto, a 12 anni dalla prima elezione (del 1999), il terzo mandato di Latorre sarebbe dovuto terminare nel 2011. Ma, come riporta il sito dell’Università della Calabria, ad oggi Giovanni Latorre è ancora Rettore dell’ateneo cosentino. Cos’è successo nel frattempo, che ha consentito al rettore di restare in carica anche oltre la scadenza naturale del terzo mandato? Un anno fa, nel gennaio 2011, è entrata in vigore la legge 240, meglio conosciuta come Legge Gelmini. Nel dl n.240 del 30 Dicembre 2010, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 Gennaio 2011 (quindi circa 6 mesi prima della scadenza del terzo mandato di Latorre), sono contenute le “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento”.

E l’articolo 2 comma 9 recita «il mandato dei rettori in carica al momento dell’adozione dello statuto (…) è prorogato fino al termine dell’anno accademico successivo». Ma per modificare lo Statuto ci sono dei tempi tecnici da rispettare. Infatti il comma 1 dello stesso articolo afferma che «le università statali (…) provvedono entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, a modificare i propri statuti» e «in caso di mancato rispetto del termine (…) il Ministero assegna all’università un termine di tre mesi per adottare le modifiche statutarie».

In pratica, a partire dall’entrata in vigore della legge (14 Gennaio 2011), le Università hanno a disposizione 6 mesi iniziali più altri 3 di proroga, per apportare delle modifiche ai propri statuti. Nel caso dei rettori in carica al momento dell’adozione del nuovo statuto, il loro mandato si allunga fino alla fine del successivo anno accademico, rispetto a quello di emanazione dello statuto. Nel caso specifico, sommando 9 mesi alla data di pubblicazione della legge (Gennaio 2011) si arriva a Ottobre 2011, anno accademico 2011-2012. Quindi, essendo già in carica in questo anno accademico, Latorre terminerà il suo mandato alla fine del successivo, nel 2013.

Ecco che tra modifiche interne allo Statuto universitario e nuove norme ministeriali, Latorre toccherà il notevole e unico traguardo dei quattordici anni consecutivi alla guida dell’ateneo cosentino, quando inizialmente avrebbe potuto ricoprire la carica al massimo per otto anni. Ad ogni modo, sembra proprio che il 2013 sarà l’ultimo anno in carica, per il Rettore più longevo delle università italiane.

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