Italiane, la scelta obbligata tra lavoro e famiglia

Italiane, la scelta obbligata tra lavoro e famiglia

A pagare il conto sono soprattutto le donne. L’analisi dell’Istat

Sono circa 15 milioni 182 mila gli italiani che devono accudire regolarmente bambini, adulti malati, disabili e anziani. A essere più coinvolte in questa responsabilità di cura sono le donne (42,3% contro il 34,5% dei maschi) e anche per questo risulta più bassa la loro partecipazione al mercato del lavoro. Tra le madri di 25-54 anni, la quota di occupate è pari al 55,5%, mentre tra i padri raggiunge il 90,6%.
Quasi 3,5 milioni di occupati (il 35,8% degli occupati con responsabilità di cura) vorrebbero modificare il rapporto tra tempo dedicato al lavoro retribuito e quello impiegato in assistenza e accudimento.
Sono oltre un milione le persone inattive (il 24% di quelle con figli minori di 15 anni o con altre responsabilità di cura) che sarebbero disposte a lavorare se potessero ridurre il tempo impegnato nell’assistenza e nell’accudimento.
La mancanza di servizi di supporto nelle attività di cura rappresenta un ostacolo per il lavoro a tempo pieno di 204 mila donne occupate part-time (il 14,3%) e per l’ingresso nel mercato del lavoro di 489 mila donne non occupate (l’11,6%).
Sono 702 mila le occupate con figli minori di 8 anni che dichiarano di aver interrotto temporaneamente l’attività lavorativa per almeno un mese dopo la nascita del figlio più piccolo (il 37,5% del totale delle madri occupate). L’assenza temporanea dal lavoro per accudire i figli continua a riguardare, invece, solo una parte marginale di padri.
Anche il congedo parentale è utilizzato prevalentemente dalle donne, riguardando una madre occupata ogni due a fronte di una percentuale del 6,9% dei padri. 

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