Monti parla della crisi ma il parlamento pensa solo a Cosentino

Monti parla della crisi ma il parlamento pensa solo a Cosentino

Quasi tutti i leader politici hanno chiesto al governo di coinvolgere di più il Parlamento. Dal Pd come dal Pdl hanno implorato il presidente del Consiglio di concordare con i partiti ogni singola decisione dell’esecutivo. Ma quando Mario Monti cerca il dialogo, la Camera lo snobba.

L’appuntamento era per questa mattina alle 9.30. In programma a Montecitorio l’informativa del governo su sviluppi e prospettive della politica europea. Di fatto un resoconto sui primi vertici internazionali del nuovo governo. E un’analisi sul futuro delle relazioni con i partner continentali. Un’accortezza non scontata. Una cortesia istituzionale nei confronti del Parlamento.

Monti parla per quindici minuti scarsi. Tutto intorno una scena desolante. I banchi del Pdl sono in larga parte vuoti. Va meglio dall’altra parte dell’emiciclo. I deputati del Pd sono quasi tutti presenti, anche se l’attenzione non è quella delle grandi occasioni. Molti approfittano della seduta per leggere il giornale, in sottofondo si sente il brusio dei parlamentari che chiacchierano e qualche cellulare che squilla. Mentre il premier parla, gente che entra ed esce. Fuori dall’Aula la buvette è piena.

“Vabbè, ma si trattava solo di un’informativa” giustifica i parlamentari qualcuno in tribuna stampa (mezza vuota anche quella). E forse ha ragione. Anche se la presenza in Aula del presidente del Consiglio non è un avvenimento così frequente. Vuoi vedere che il problema è l’orario? Monti è intervenuto troppo presto. “Se inizia alle 9.30 – ragiona un giornalista – è fisiologico che ci sia meno gente”. Per non parlare dell’argomento. Il presidente del Consiglio si sofferma su crescita, patti fiscali, rigore finanziario. Insomma, temi un po’ troppo tecnici per conquistare l’attenzione (ma non era stato chiamato proprio per questo?).

Nel frattempo Montecitorio si riempie. Alle 12 è in programma il voto che potrebbe autorizzare l’arresto del Pdl Nicola Cosentino. Nei capanelli che si formano nei corridoi è questo l’argomento di discussione. Per il governo è quasi una fortuna. Se non ci fosse stata questa importante votazione, forse i presenti all’informativa sarebbero stati ancora meno. Sui banchi del governo qualcuno si stupisce. “Il momento è difficile” racconta un esponente della squadra di Monti. Il disinteresse della Camera l’hanno colto anche loro. “Qui dentro sembra che nessuno ci sopporti troppo”.

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