Sui rifiuti di Napoli, Saviano scarica de Magistris

Sui rifiuti di Napoli, Saviano scarica de Magistris

NAPOLI – «Mi sarei aspettato più chiarezza sulla sostituzione di Raphael Rossi alla direzione dell’Asìa». E ancora: «Sulla questione rifiuti a Napoli non ci si può permettere zone d’ombra». Parole di Roberto Saviano: lo scrittore di Gomorra, simbolo della lotta anti-camorra, scarica il sindaco di Napoli Luigi de Magistris sulla vicenda rifiuti. E lo fa su Twitter. L’affondo di Saviano arriva sul caso Raphael Rossi, ovvero sul “dimissionamento” del giovane manager piemontese, a luglio fortemente voluto dal primo cittadino partenopeo alla guida dell’azienda rifiuti, l’Asìa e poi uscito fuori dal consiglio d’amministrazione negli scorsi giorni, senza una plausibile, accettabile spiegazione.

Saviano è solo l’ultimo di coloro i quali hanno attaccato l’ex europarlamentare Idv sulla vicenda Rossi, la prima vera batosta mediatica che de Magistris è stato costretto a subìre da quando è a Palazzo San Giacomo. Fuoco amico: a lanciare l’attacco è stato qualche giorno fa Il Fatto quotidiano, titolando a tutta pagina (web) «Il caso Rossi “scassa” de Magistris». Perché tutto ciò? Perché Rossi è un personaggio, un simbolo dell’anticorruzione: fu grazie alla sua denuncia che all’azienda rifiuti di Torino si scoprì un tentativo di corruzione.

Ora la scelta del giovane manager e il suo defenestramento si stanno tramutando in un clamoroso boomerang mediatico per il sindaco di Napoli. Voci da Palazzo San Giacomo riferiscono che in queste ore il primo cittadino, dopo una conferenza stampa che di fatto non ha spiegato i motivi dell’addio di Rossi ma ha paventato un suo ricollocamento (alla società delle Terme?) stia “trattando” per nuove interviste con i giornali dell’area a lui vicina. Però anche il Manifesto, oggi parla di «motivazioni poco chiare delle dimissioni dopo soli sei mesi». E intanto, la Procura di Napoli manda a chiamare Rossi per essere ascoltato in maniera interlocutoria nell’ambito di una inchiesta su un presunto intreccio politico-amministrativo sul fronte raccolta e smaltimento rifiuti.

Intanto De Magistris incassa, non senza stizza. In serata, senza mai citarlo risponde a Roberto Saviano «A chi chiede maggiore chiarezza in merito all’avvicendamento di Rossi come presidente dell’Asia, specifico che non esiste alcuna zona d’ombra. Tale avvicendamento non è una revoca o un licenziamento. Si tratta di una scelta che rientra nella logica di quanti stanno lavorando, all’interno di una squadra, ad un cambiamento etico-politico generale, che rende importante la flessibilità nei ruoli affinchè le competenze e le capacità siano investite nell’ambito in cui c’è maggiore bisogno e maggiore urgenza per il bene della città». Tuttavia che qualcosa si sia rotto è chiarissimo. De Magistris qualche giorno fa dava come sicuro un altro incarico per Raphael Rossi. Ora si limita a dire: «gli proporrò di far parte dell’Osservatorio sui rifiuti zero, come di una struttura di contrasto alla corruzione».

Per la prima volta, il popolo arancione è diviso: Rossi, “creatura” di Report e del Fatto Quotidiano, era balzato agli onori delle cronache denunciando episodi di corruzione a Torino proprio attraverso la trasmissione della Gabanelli e il giornale di Travaglio. Quest’ultimo, dopo il benservito al manager, sta affondando colpo su colpo. Qualcuno fra gli “orange” la definisce una guerra tra blogger: sia Rossi che de Magistris che il vicesindaco con delega ai rifiuti, Tommaso Sodano, hanno un blog sul Fatto Quotidiano.

In serata si susseguono telefonate e incontri. Alla fine Raphael Rossi per non “scassare” col sindaco scassatutto, abbozza. E affida all’ufficio stampa del primo cittadino un suo pensiero molto più conciliante rispetto ai toni precedenti: «insieme a Luigi de Magistris stiamo valutando un nuovo ruolo e un nuovo progetto per proseguire sulla strada dell’etica e del cambiamento. Confermo che continuiamo insieme il lavoro per la “rivoluzione partenopea” che ha coinvolto tanti cittadini uniti in un sogno di miglioramento. Intendo attivarmi, con il mio gruppo di lavoro, per dare continuità, anche a livello nazionale, al laboratorio di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza che si sta realizzando a Napoli». Basterà per placare rabbia e soddisfare gli scettici?

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