Chi è Luca Tesconi, prima medaglia azzurra di Londra 2012

Chi è Luca Tesconi, prima medaglia azzurra di Londra 2012

Batte tutti in volata, perché la sua medaglia, d’argento, arriva poco prima delle cinque del pomeriggio mentre il dream team del fioretto femminile tira per le semifinali, Elio Verde combatte sfortunatamente per il bronzo nel judo, il tiro con l’arco è in semifinale.

Lui è Luca Tesconi, trentenne di Pietrasanta, ventiquattromila abitanti, provincia di Lucca, una di quelle che il governo Monti vorrebbe abolire. Nella pagina di Wikipedia, da oggi, accanto al nome di Giosué Carducci, nato nella frazione di Valdicastello, ci sarà anche il suo nome, un ragazzo dell’82 che a 18 anni, almeno nelle biografie ufficiali, ha preso per la prima volta le pistole in mano.

«Era una domenica pomeriggio estiva, nel 2000 – racconta – e mio padre mi portò in poligono per farmi vedere l’ambiente che frequentava da giovane. Quel giorno provai sia carabina sia pistola, e devo dire che mi sentivo molto più a mio agio con l’arma corta. Da allora ho continuato a frequentare il tiro a segno di Pietrasanta, conoscere nuove persone e fare le prime gare in giro per la Toscana. Tutti molto cordiali e gentili, mi dicevano che ero un talento e che avrei dovuto continuare. Ci ho creduto».

Eccolo li, argento nella pistola a 10 metri, la classica medaglia che non ti aspetti che arriva da quegli sport olimpici per eccellenza. Si tratta dell’ottava medaglia olimpica del tiro a segno, la terza d’argento. Una disciplina in testa per quote rosa, visto che il direttore sportivo è una donna, Valentina Turisini argento nella carabina ad Atene 2004.

Caso unico fra le federazioni sportive, l’Uits è anche ente pubblico che dipende direttamente dal Ministero della Difesa e si occupa del coordinamento delle attività connesse alla certificazione del maneggio armi (per porto d’armi, licenza prefettizia delle guardie giurate, addestramento polizie locali). Gestisce inoltre le aree demaniali e i poligoni di tiro delle 300 sezioni locali del TSN (Tiro a Segno Nazionale).

Un luogo di aggregazione lontanissimo da quello che si pensa. Grandi e piccoli che trovano la concentrazione tra un tiro e l’altro. «Noi viviamo nell’ombra, usciamo una volta ogni quattro anni per vivere il nostro sogno. Già essere a Londra è un sogno che si realizza». Tennis, fotografia, chitarra per il carabiniere azzurro che ha un debole: soffre lo stress. E meno male.