Va’ pensieroI leader vanno in pensione, perché Silvio è ancora qui?

I leader vanno in pensione, perché Silvio è ancora qui?

Oggi per sapere che cosa sta facendo Silvio Berlusconi basta accendere il televisore. Invece, se vuoi conoscere che fine hanno fatto Aznar o Schroeder o Gordon Brown devi chiamare “chi l’ha visto?”. È rimasto solo lui, Silvio Berlusconi, 76 anni, a inseguire elettori ed elettrici, a occupare i salotti televisivi, a trattare e brigare sui nomi nelle liste, le alleanze e tutto l’inevitabile contorno della politique politicienne o, per dirla più brutalmente, con le parole di Rino Formica, con la politica “sangue e merda”.

Solo lui, quasi venti anni dopo la discesa in campo, è ancora qui che corre e si affanna con la maglia da giocatore. Invece i leader mondiali che, dal 1994 ad oggi, hanno avuto a che fare con Berlusconi, sono ormai quasi tutti usciti di scena. E non solo per ragioni anagrafiche. Molti di loro neppure siedono più nei parlamenti. Qualcuno ricopre incarichi internazionali. Certi scrivono memorie. Alcuni tengono ben pagate conferenze in giro per il mondo. Molti fanno parte di Fondazioni inevitabilmente dedicate alle sfide della globalizzazione.

Una carrellata fra i destini di presidenti e primi ministri che, nella loro carriera, si sono trovati di fronte Silvio Berlusconi non può che cominciare dalla foto di gruppo del G7 di Napoli nel luglio del 1994, la prima uscita sulla ribalta internazionale del Cavaliere, entrato in carica come primo ministro solo due mesi prima. Fra i leader mondiali di allora non c’è più François Mitterrand, già minato dal cancro che lo avrebbe ucciso nel gennaio del 1996. Invece Helmut Kohl, cancelliere tedesco dal 1982 al 1998, è ancora vivo, è più giovane di Napolitano e del Papa, ma non se la passa troppo bene. Kohl ha 82 anni, ma gli acciacchi lo costringono da tempo sulla sedia a rotelle e a una vita defilata dal mondo della politica.

In quella foto di Napoli spicca anche Bill Clinton, presidente americano dal 1993 fino al 2001. Anche Clinton, 66 anni, dopo aver lasciato la Casa Bianca, ha avuto i suoi acciacchi (colpa della dieta non proprio salutista), ma ora è diventato vegano e pare in gran forma. Clinton presiede una Fondazione (la Clinton Foundation) impegnata in vari campi (lotta alla povertà, ambiente, salute) e ha avuto un ruolo determinante di sostegno alle due campagne elettorali di Barack Obama nel 2008 e quest’anno. Clinton, formidabile oratore, è rimasto letteralmente senza voce a forza di fare discorsi a favore di Obama. Se sua moglie Hillary si candiderà alla presidenza nel 2016 c’è da star sicuri che il vecchio Bill farà la sua parte.

Il premier britannico del 1994, il conservatore John Mayor,oggi non ha ancora compiuto 70 anni, ma già dal 2008 ha abbandonato la politica attiva e presiede alcuni think tank concedendosi rare uscite pubbliche (come il matrimonio di William e Kate).

In quella foto davanti al Palazzo Reale di Napoli c’era pure il premier canadese Jean Chrétien, il quale ha lasciato la vita pubblica nel 2003 e oggi, a 78 anni, si dedica a varie fondazioni. Il giapponese Tomichii Murayama, che durante la cena ufficiale del G7 ebbe un collasso (fu portato di corsa in una clinica), oggi ha 88 anni e ha abbandonato la vita politica dal 2000.

Dal giorno di quella foto Berlusconi, che allora non era ancora sovrappeso e deformato dalla chirurgia plastica, ha partecipato ad altri dieci vertici del G7 (poi diventato G8). Di molti che hanno posato accanto a lui nelle foto ufficiali si sono quasi perse le tracce.

Pensiamo a George W. Bush. A 66 anni l’ex presidente americano se ne sta zitto e buono nel suo ranch texano, ha preso casa vicino Dallas, ha scritto le sue memorie e tiene un profilo piuttosto basso che lo tiene lontano dalla scena pubblica (a parte le celebrazioni del decennale degli attentati dell’11 settembre).

Tony Blair, 59 anni, dopo le dimissioni nel 2007, è inviato speciale (ma poco efficace) del Quartetto (cioè Stati Uniti, Russia,Onu e Unione Europea) per il Medio Oriente, presiede il Faith and Globalization Institute e, soprattutto, gira il mondo come strapagato conferenziere (si parla di un compenso di 300 mila euro ogni volta che sale su un palco davanti a un microfono).

Il successore di Blair, Gordon Brown, 61 anni, dimessosi nel 2010, era in corsa per prendere il posto di Dominique Strauss-Kahn alla guida del Fondo monetario internazionale, ora è inviato speciale (senza compenso) dell’Onu per la Global Education e ha un blog sull’edizione americana dell’Huffington Post.

Gerhard Schroeder, 68 anni, forse è tra quelli che, nel club degli ex, se la passano meglio dal punto di vista economico. Infatti l’ex cancelliere tedesco ha incarichi di rilievo sia nella banca di investimenti Rothschild sia nel consorzio Nord Stream (il gasdotto sotterraneo tra Russia e Germania). Per lui, nessuna tentazione di tornare in politica.

L’ex presidente francese Jacques Chirac, 80 anni compiuti da poco, è fuori gioco da tempo a causa di una demenza senile (o forse un Alzheimer). Nicolas Sarkozy, 57 anni, dopo la sconfitta elettorale di maggio si è fatto una lunga vacanza con la moglie girando fra il Canada, il Marocco e la Costa Azzurra. Sarkozy è riapparso in ottobre sorridente, abbronzato e con un velo di barba che gli dona un aspetto malandrino al Waldorf Astoria di New York, invitato dalla banca brasiliana BTG per una conferenza dedicata ai temi dell’economia globale. Sarkozy ha parlato per 50 minuti davanti a 400 banchieri e il compenso resta top secret. Un suo ritorno immediato sulla scena politica resta improbabile, anche perché il suo partito Ump è ormai diventato un pollaio ingovernabile. 

E gli spagnoli che fanno? José Maria Aznar, 59 anni, uscito di scena nel 2004, ha vari incarichi ma tutti estranei alla politica diretta. José Luis Rodriguez Zapatero, 52 anni, pochi giorni fa ha raccontato la sua nuova vita al quotidiano El Paìs. Zapatero siede nel Consiglio di Stato (un organo consultivo del Governo), sta finendo di scrivere un libro, viene invitato a conferenze, legge,scrive, vede gente, fa jogging quattro volte alla settimana. E sembra contento così.