La Guerra dei mondi, così Orson Welles spaventò gli Usa

Attore, regista, sceneggiatore e produttore. Era nato il 6 maggio 1915

Sono le otto in punto della sera del 30 ottobre 1938. Le stazioni radio della CBS (Columbia Broadcasting System), una delle maggiori emittenti statunitensi, inizia la trasmissione di uno sceneggiato radiofonico di Howard Koch, tratto dal famoso romanzo fantascientifico La guerra dei mondi di H. G. Wells e interpretato dal ventitreenne Orson Welles. L’idea alla base dell’adattamento è di trasmettere nel corso del programma musicale della sera una serie di comunicati “dal vivo” del tutto simili a quelli trasmessi nei notiziari radiofonici.

«Dalla Meridian Room dell’Hotel Park Plaza, di New York, vi trasmettiamo un programma musicale di Ramon Raquello e la sua orchestra. Ramom Raquello inizia con la ‘Comparsita’!»

(Si odono le prime note del motivo)


«Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità. (…)».



Dopo questo annuncio iniziale, riprende la musica, che verrà però presto interrotta, varie volte, da altri comunicati, via via più concitati e allarmanti. Per conferire credibilità al misterioso fenomeno, viene inscenata l’intervista ad un astronomo. Lo studio di New York dà quindi lettura di un bollettino speciale secondo cui, alle 20:50 circa, un oggetto fiammeggiante di grandi dimensioni, ritenuto un meteorite, è precipitato in una fattoria nei pressi di Grovers Mill, nel New Jersey

La trasmissione scatenò il panico in buona parte degli Stati Uniti, facendo credere alla popolazione di essere sotto attacco da parte dei marziani. Lo stesso Orson Welles descrisse l’effetto suscitato dalla sua trasmissione con queste parole: «Furono le dimensioni della reazione ad essere sbalorditive. Sei minuti dopo che eravamo andati in onda le case si svuotavano e le chiese si riempivano; da Nashville a Minneapolis la gente alzava invocazioni e si lacerava gli abiti per strada. Cominciammo a renderci conto, mentre stavamo distruggendo il New Jersey, che avevamo sottovalutato l’estensione della vena di follia della nostra America».

Questo sensazionale debutto gli diede la celebrità e gli fece ottenere un contratto per tre film con la casa di produzione cinematografica RKO. «Per quello che abbiamo fatto sarei dovuto finire in galera, ma al contrario, sono finito a Hollywood», disse.

Così ebbe inizio la carriera di uno degli artisti più poliedrici del Novecento in ambito teatrale, radiofonico e cinematografico, tutti campi in cui raggiunse risultati di eccellenza. Tra i suoi più grandi successi ricordiamo: Quarto potere (1941), Macbeth (1948), Otello (1952), L’infernale Quinlan (1958), Il processo (1962), F come falso (1975).

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