“Per me sindaco anarchico le istituzioni sono sacre”

Renato Accorinti, sindaco di Messina

Non è stato facile raggiungerlo, anche perché non possiede un cellulare. Alla fine però il neo sindaco di Messina, Renato Accorinti, ha raccontato che cosa sta succedendo e cosa succederà in riva allo Stretto. È diventato sindaco al secondo turno, con il 53% dei voti, battendo quella che lui definisce «una portaerei con i missili nucleari», cioè il candidato del Partito democratico Felice Calabrò appoggiato dai “grandi elettori” Francantonio Genovese (deputato Pd) e dall’Udc di Giampiero D’Alia (Ministro della Pubblica Amministrazione e della Semplificazione).  

Sindaco come è arrivata questa vittoria?
È una storia che viene da lontano, di lotte che combatto da quasi quarant’anni a partire da quelle civili all’antimilitarismo, alle battaglie non-violente. Io non ho avuto mai un’appartenenza partitica né sindacale. Ho voluto fare questo da libero cittadino, in una città come Messina ostaggio di una commistione di fenomeni legati alla mafia, alla massoneria e alla criminalità. Il centrosinistra capeggiato da Francantonio Genovese fino ad oggi ha rappresentato un centro di potere mostruoso, quasi impossibile da combattere. Nessuno ha mai tentato di combatterlo anche perché chi provava a farlo veniva schiacciato. 

E poi?
C’è la storia di una città che ha dato un riconoscimento a quello che ho fatto per tanto tempo, un tributo alla coerenza, al pagare sempre in prima persona. Al fare proteste ma soprattutto proposte. Ho sempre rifiutato di candidarmi, ma questa volta è stato diverso. Sono stati migliaia di cittadini a chiedermelo, firmando una petizione, e a quel punto non potevo più tirarmi indietro.

I messinesi l’hanno votata, a prescindere dalle sue idee “No Ponte”?
Su questo non ci sono dubbi. Io tra l’altro durante la mia campagna elettorale la questione ponte non l’ho mai tirata in ballo. Per i cittadini è una questione già risolta (i contratti con le società che dovevano realizzarlo non sono stati rinnovati, ndr). Più che altro abbiamo parlato dei problemi reali della città. A partire dall’invivibilità, passando a come hanno speculato i politici in questi anni, fino al deficit economico che ha portato il Comune sull’orlo del default. L’elettorato messinese ha premiato la credibilità: tutti i voti che ho preso sono voti di stima.

Per la cerimonia di proclamazione si è presentato a piedi nudi. Cosa ha significato quel gesto?
Non ho mai detto che avrei cambiato look. Dato che in consiglio comunale c’è l’obbligatorietà di indossare la giacca (una regola che tra l’altro vorrei abolire)  questo vuol dire che la comprerò anche io, piena di colori però. Il mio look rappresenta il mio modo di essere. Enterare a piedi nudi è stato un segno di rispetto nei confronti delle istituzioni, ma anche un gesto di umiltà, di semplicità e di delicatezza. Gesto simbolico per far capire che ho intenzione di stare a contatto con i problemi reali mantenendo sempre i piedi per terra.

Il suo insediamento è stato accompagnato da una folla di giovani che hanno riempito Palazzo Zanca. Lei è il sindaco dei giovani?   
Lo definirei un bagno d’amore: non si tratta di quattro tifosi che vanno dietro a una vittoria casuale. Qui c’era la voglia di un cambio totale e siccome era una cosa impensabile alla vigilia, c’è stata una vera e propria esplosione di gioia.

Si è parlato tanto del mancato appoggio nei suoi confronti da parte del Movimento 5 stelle. Visto come sono andate poi le cose per il partito di Beppe Grillo, forse è stato meglio così?
C’è un buon rapporto con Beppe e siamo anche amici. Il Movimento 5 stelle di Messina voleva me come candidato. Io però non ho mai preso tessere di partito, e alla fine (per volere di Grillo, ndr) non ho preso neanche quella del movimento, anche perché non condivido alcuni suoi modi di fare. C’è una rigidità eccessiva nella sua visione di politica. Lui dice che uno vale uno, alla fine però lui vale tutti. C’è troppa superficialità nel modo in cui manda via le persone e poi all’interno del Movimento ci sono poche persone che comandano su tanti. Quando gli è stata proposta la mia candidatura a sindaco di Messina lui ha risposto che il regolamento del M5s lo vietava. Questo è una cosa che ancora non capisco. 

Cosa pensa della strategia politica nazionale del M5s?
Penso che la gente abbia dato fiducia al M5s non per il potere, ma per governare. Il Pd gli aveva chiesto un appoggio su pochi punti chiari: fare la legge elettorale, eliminare il rimborso ai partiti e poi tornare al voto. Perché non lo ha fatto? Alla fine era questo che gli chiedevano i cittadini.

Torniamo a parlare di lei sindaco: ci piacerebbe capire in che modo governerà un anarchico.
La facoltà di essere libero mi ha portato a fare lotte senza compromessi. Da anarchico ti dico che le istituzioni sono sacre, perché rappresentano la possibilità per gli ultimi di avere dei diritti. Basti pensare a quello che di meraviglioso è la Carta costituzionale. Voglio dire anche un’altra cosa,però, quando si parla di antipolica non si sbaglia. L’antipolitica esiste e sono i politici. Io no la rappresento in alcun modo, perché per me la politica è il bene comune. Quello che ho fatto rappresenta la politica allo stato puro, mentre quello che hanno fatto i pariti sono gruppi d’affari. Qui a Messina gente come Giuseppe Buzzanca (ex sindaco di Messina, ndr) e Francantonio Genovese (parlamentare del Pd) incarnano l’antipolitica. Quello che abbiamo in mente è confiscare la politica ai politici.

I suoi avversari, in campagna elettorale l’hanno accusata di non avere abbastanza esperienza in politica. Lei crede nella professionalità in politica?
I professionisti della politica hanno massacrato la nostra città. E questo è un dato di fatto. Credo però anche che non bisogna improvvisare. Per questo ho scelto otto assessori che fanno della professionalità la loro carta vincente. Per dirne uno, ma senza togliere niente agli altri, tra di loro c’è Gaetano Cacciola direttore del Cnr Itae (Consiglio nazionale ricerche – Istituto di tecnologie avanzate per l’energia). Ma anche un giovane come Filippo Cucinotta, ingegnere navale e ricercatore universitario. Tutta gente di grande spessore umano oltre che professionale. Quello che è necessario dire, però, è che non sono gli assessori e il sindaco a cambiare la città: cambiare Messina dal basso vuol dire che dentro ci siamo tutti. O la cambiamo tutti Messina oppure noi abbiamo perso. E proprio oggi (ieri, ndr), c’è stata una riunione per organizzare la pulizia delle spiagge a cui hanno partecipato cinquecento cittadini. Ecco, questà è l’espressione di tutte le battaglie fatte in questi anni. 

Se dovesse pensare ad un personaggio storico-politico a cui si sente vicino o a cui si è ispirato in questi anni, chi la rappresenta di più?
Se dovessi pensare a qualcuno che ha guidato in questi anni le mie battaglie, penserei a Ghandi. Lui è quella persona che è riuscita a mettere lo spirito religioso al servizio della politica. Non posso neanche lontanamente paragonarmi al monaco indiano, però è quello che mi ha sempre convinto. Negli anni Settanta ho creato a Messina il primo movimento non violento, nonché un polisportiva che prende questo nome. Pensi che anche il mio indirizzo di posta elettronica porta questa dicitura. Ecco chi sono.

Twitter: @FabrizioMarino_

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