Renzi-Letta, primarie Pd al Meeting di Cl

Derby democratico alla kermesse riminese

RIMINI – “Emergenza uomo”. Il titolo del Meeting si attaglia anche all’attuale situazione del Pd, alla ricerca del leader post-Epifani che prenda in mano le redini del partito per poi puntare alla guida del paese. L’antipasto delle primarie democratiche è già sul piatto della kermesse tra gli umori del popolo ciellino, i cui vertici, fino a qualche anno fa, hanno sostenuto l’ascesa di Pierluigi Bersani, il loro post comunista preferito. L’ex segretario era di casa a Rimini: scortato da Graziano Debellini, dominus della Compagnia delle Opere del Nordest, al Meeting gli è stato tributato l’onore di presentare un libro di don Giussani al fianco della presidente Emilia Guarnieri.

Se è vero che il popolo ciellino, sollecitato a più riprese dai “volantini” della Cdo e dagli appelli dei leader di riferimento (Lupi, Formigoni, Vignali), ha spesso votato a destra, il movimento non ha smesso di coltivare un’alleanza tanto discreta quanto fruttuosa con il centrosinistra di Bersani, lo stesso che ha operato da collante tra le cooperative associate alla Cdo e le coop rosse. L’inedita sinergia ha permesso di condividere appalti in giro per la penisola, Expo compreso. L’ex segretario è stato anche il garante del sostegno elettorale ciellino all’elezione del governatore emiliano-romagnolo, il bersaniano Vasco Errani. «Tra noi e voi le radici sono le stesse», ripeteva Bersani al popolo del Meeting. «Se la sinistra vuole rifondarsi deve partire dal retroterra di Cl. La vera sinistra non nasce dal bolscevismo ma dalle cooperative bianche dell’800. E i movimenti del Sessantotto sono tutti morti, solo l’ideale lanciato da Cl è rimasto vivo perché è quello più vicino alla base popolare, è lo stesso ideale che è alla base delle cooperative: un dare per educare». 

Archiviata dunque l’esperienza dell’ex segretario, oggi il derby ideale del Meeting si gioca tra Enrico Letta e Matteo Renzi. Con il centrodestra in sordina e un Berlusconi che, dal leader laico Vittadini ai militanti, non affascina più. La performance riminese del premier Letta ha raccolto i favori del popolo ciellino: il suo è stato il discorso di chi si esercita da leader ben oltre la parentesi emergenziale delle larghe intese. Metafore, speranza, prospettive future: l’intervento dell’ex Margherita pareva un guanto di sfida al sindaco di Firenze, giocato sul terreno del “rottamatore”. E il dubbio è calato anche in Riviera, dove la politica arriva prima che a Palazzo: se ci fosse una sfida Renzi-Letta, cosa farebbe il mondo di Comunione e Liberazione? «Non posso escludere che qualcuno dei ciellini vada a votare alle primarie del Pd per Renzi o per Letta», ammette Roberto Formigoni a passeggio tra gli stand della fiera.

Gli fa eco un anonimo e assiduo frequentatore del Meeting: «Posto che sono i singoli a votare e non il Movimento, è chiaro che ci sarebbe una bella competizione tra due personalità che qui incontrano parecchie simpatie». Enrico Letta è uno storico amico di CL: sostenuto pubblicamente da Guarnieri e Vittadini, sono anni che non perde un’edizione del Meeting e con Maurizio Lupi condivide l’esperienza dell’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà. La sua inedita apparizione da premier ha scaldato la platea con le citazioni di don Giussani, sussidiarietà e centralità della persona.

Poi c’è Matteo Renzi, che attrae consensi nel centrodestra e pesca pure tra i ciellini delusi dal Pdl dei Formigoni e dei Lupi, berlusconiani ad vitam. Qui l’ex rottamatore può contare su un serbatoio in crescita, anche se i vertici milanesi non paiono ancora completamente sedotti. Eppure il sindaco non è estraneo al movimento ecclesiale: ha partecipato al Meeting e alle assemblee della Cdo, ultima quella nazionale di marzo. In qualità di amministratore locale ha coltivato progetti con Cl e il no-profit d’area, mentre da aspirante leader spinge su temi come l’educazione, perno degli eredi di don Giussani. A chi gli imputava il sostegno della Compagnia delle Opere alla sua corsa alle primarie 2012, il sindaco rispondeva così: «Pensavo e speravo di più. Ma se Bersani può parlare con la Cdo, non vedo perché non ci possa parlare qualcun altro».

Nelle ultime ore al Meeting è arrivato pure il suo ex vicesindaco, oggi deputato renziano, Dario Nardella. «Matteo ha rapporti con Comunione e Liberazione fin da giovanissimo. A maggior ragione da quando riveste incarichi istituzionali, ne sono stato io stesso testimone», dichiara a margine di una conferenza. «Tanti esponenti dell’area che fa riferimento a lui hanno solidi contatti con quel mondo e mi auguro che possa tornare al Meeting al più presto: i suoi valori e il suo linguaggio sono in profonda sintonia con questo popolo». Le parole dell’ambasciatore renziano in riviera trovano conferma anche in Giorgio Vittadini: «Mi risulta che sui contenuti ci sia un dialogo di Cl con Renzi». L’augurio di Nardella non lascia spazio a equivoci: «Sarebbe bello che Matteo potesse parlare qui l’anno prossimo da leader di una sinistra rinnovata». Arrivederci a Rimini.

Twitter: @MarcoFattorini 

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