Twitter: male in Borsa, ma c’è già il piano di rilancio

Twitter: male in Borsa, ma c’è già il piano di rilancio

Se l’obiettivo di Twitter è quello di assomigliare sempre di più a Facebook, allora la strada da percorrere per raggiungere il social network di Mark Zuckerberg è ancora lunga. Non bastano le modifiche grafiche apportate negli ultimi mesi alla bacheca di molti utenti – che hanno visto i loro profili assomigliare sempre di più a quelli del social network più famoso al mondo – per gridare al rinnovamento. A frenare gli entusiasmi ci sono i dati del secondo trimestre. Dati che fanno da contraltare ai successi segnati nelle scorse settimane da Apple e da Facebook stesso, e che rappresentano un campanello d’allarme da non sottovalutare per il sito di microblogging.

A preoccupare sono soprattutto i dati relativi agli utenti attivi: nonostante una crescita del 25%, con un incremento che va da 242 milioni a 255 milioni, società e soprattutto investitori speravano in qualche cosa di più, anche in considerazione del fatto che la crescita nel tremestre precedente era stato del 30 per cento. E non servono a far sorridere nemmeno i numeri relativi ai ricavi, che sono raddoppiati raggiungendo quota 250 milioni di dollari. Le azioni del sito, letteralmente in caduta libera, hanno toccato il punto più basso da quando Twitter è sbarcato a Wall Street a novembre 2013, e la perdita netta è stata di 132 milioni di dollari.

Tuttavia le nubi che si addensano sul futuro del sito di microblogging non sembrano però impensierire oltremodo l’amministratore delegato Dick Costolo. Convinto del fatto che Twitter rappresenti molto di più dei suoi oltre 250 milioni di utenti, Costolo è pronto a proporre la sua personale ricetta per il rilancio. Una ricetta che passa innanzitutto dalla convinzione che l’universo dei cinguettii non potrà più essere una piattaforma caratterizzata solo ed esclusivamente da un flusso costante di tweet che si succedono in rapido scorrimento. In prospettiva si guarda soprattutto al mercato della pubblicità mobile: la scorsa settimana Twitter ha infatti annunciato l’acquisizione di MoPub, il network di distribuzione di pubblicità via mobile con cui Costolo conta di raggiungere oltre un miliardo device unici.

L’altro fronte su cui combattere secondo il Ceo di Twitter è quello del servizio di messaggistica istantanea, prima di tutto per sfidare la concorrenza spietata di Facebook, che dopo aver piazzato il colpo Whatsapp (un’acquisizione valsa la cifra da capogiro di 19 miliardi di dollari), ha rilanciato puntando forte sull’applicazione Messenger, obbligando di fatto gli utenti ad utilizzare tale applicazione per poter chattare ed inviare messaggi privati sul social network da dispositivo mobile. Lo scopo di Costolo è quello di permettere agli utenti una migliore fluidità tra le conversazioni pubbliche e quelle private, che dovranno passare anche attraverso gli strumenti di messaggistica istantanea. Questa sembra rappresentare per Twitter un’opportunità di rilancio a carattere internazionale, dato che la strategia è quella di acquisire traffico di utenti in quei mercati dove la conversazione privata è culturalmente considerata più rilevante.

Così come Facebook anche Twitter rappresenta un’enorme banca dati, motivo per cui il sito di microblogging strizza l’occhio all’universo della raccolta dati. È in quest’ottica che infatti va letta l’acquisizione di Gnip, tecnicamente definito un social data provider, ma detto in parole povere non è altro che un’azienda volta ad analizzare dati dei social network tra cui anche quelli di Facebook, Google plus e Tumblr. Secondo le indiscrezioni dei siti più specializzati l’obiettivo di Twitter è quello di migliorare l’analisi dei dati riguardanti l’attività dei propri utenti, nella speranza di intercettare le tendenze del momento. Tutte queste informazioni, che dovranno essere estremamante dettagliate, saranno poi indirizzate alle aziende partner al fine di incrementare gli introiti pubblicitari.

Tra le voci che compongono le nuove strategie per rilanciare Twitter non manca la sezione video. In questo campo però il sito di microblogging non ha bisogno di saccheggiare il mercato, perché per la soluzione c’è già e si chiama Vine. In molti forse la ricorderanno appena, si tratta di un’applicazione che permette agli utenti di realizzare brevi video di sei secondi e postarli in rete con effetti di viralizzazzione immediata. Secondo l’ammistratore delegato di Twitter questa applicazione ha rappresentato un formato del tutto innovativo nella galassia della comunicazione online. Basti pensare che società come Capital Records sta utilizzando Vine per scoprire nuovi talenti musicali. Anche in questo campo il nemico numero uno rimane Facebook e lo scontro è con Instagram e Snapchat e ancora una volta Messenger, tutte applicazioni di proprietà della società di Mark Zuckerberg e che propongono funzioni video.

Al di là delle parole di Dick Costolo però resta da capire quanto i dati negativi del trimestre presentati mercoledì 30 aprile possano rappresentare una zavorra per i piani di crescita di Twitter. Se il futuro si chiama vendita di tweet a pagamento e pubblicità, allora a crescere dovranno essere soprattutto gli utenti e non solo i ricavi. Anche perché i rivali non aspettano.      

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