20 luglio ‘69: “Nel caso di un disastro lunare”

20 luglio ‘69: “Nel caso di un disastro lunare”

Quando il 20 luglio del 1969, Neil Armstrong e Edwin “Buzz” Aldrin stavano per diventare i primi esseri umani a toccare il suolo di un qualcosa che non era la Terra, non era così pacifico che ce la facessero, tanto che, negli uffici presidenziali della Casa Bianca, ci si era preparati anche al peggio.

Nei giorni precedenti all’allunaggio, mentre tutti erano indaffarati a seguire le operazioni, un tal William Safire, che a quei tempi scriveva i discorsi per Richard Nixon, scrisse qualche riga proprio per il Presidente, un breve discorso — riemerso dagli archivi nel 1999 — che Nixon avrebbe dovuto leggere nel caso tutto fosse andato storto e i due astronauti fossero morti nel tentativo di sbarcare sulla Luna.

Si intitola «Nel caso di un disastro lunare» e fa così:

«Il destino ha deciso che gli uomini che sono andati in pace ad esplorare la Luna, resteranno sulla Luna a riposare in pace.

Questi uomini coraggiosi, Neil Armstrong e Edwin Aldrin, sanno che non c’è speranza di essere salvati. Ma sanno anche che c’è speranza per l’umanità nel loro sacrificio. Questi due uomini hanno donato le loro vite inseguendo il più nobile traguardo dell’umanità: la ricerca della verità e della conoscenza.

Saranno compianti dalle loro famiglie e dai loro amici; saranno compianti dalle loro nazioni; saranno compianti dalle persone del mondo; saranno compianti da madre terra che ha osato mandare due dei suoi figli verso l’ignoto.

Nella loro esplorazione, hanno unito le popolazioni del mondo come se fossero una; nel loro sacrificio, hanno avvicinato ancora di più la grande famiglia umana.

Nell’antichità, gli uomini guardavano alle stelle e vedevano i loro eroi nelle costellazioni. Oggi noi facciamo la stessa cosa, ma i nostri eroi sono uomini straordinari in carne ed ossa.

Altri seguiranno, e sicuramente ritroveranno la via per tornare a casa. La ricerca dell’uomo non finisce qui. Ma questi uomini sono stati i primi, e rimarranno per sempre nei nostri cuori.

Ogni essere umano che guarderà la Luna nelle notti che verranno, saprà che c’è un angolo di quell’altro mondo che sarà per sempre della razza umana».