Il numero di anni passati al lavoro

Il numero di anni passati al lavoro

Il numero di anni passati al lavoro varia sensibilmente nei gruppi di età, ed è influenzato per giovani e anziani, rispettivamente, dalle politiche d’istruzione e dagli incentivi impliciti dei sistemi pensionistici. 

Come si vede la grande differenza fra pesi del Sud-Europa, e in parte la Francia, e quelli del Nord si situa proprio in queste due classi di età. In Italia un giovane fra i 16 e i 24 anni in media può attendersi di lavorare un anno e mezzo, contro i quasi 5 di Germania e Inghilterra: una differenza abissale.

Per quanto riguarda invece il gruppo di età adulta, le differenze sono meno marcate, e trainate soprattutto dalla minore partecipazione al mercato del lavoro delle donne. Se in media un uomo fra i 25 e 54 anni di età lavora 23 anni in Italia, e in Germania tale cifra è vicina ai 25 anni, mentre nel Regno Unito è pari a 26, per le donne italiane l’aspettativa di vita lavorativa è decisamente più bassa, rispetto ai paesi nordici. Ai 17 anni delle donne italiane, si contrappongono i 23 per Germania, Francia e il Regno Unito. Tale differenza di genere è presente anche nella fascia di età compresa fra i 55 e i 64 anni. Le donne mature italiane possono attendersi di lavorare in media 3 anni contro i 5 delle donne dei paesi del Nord Europa.

La differenza nel tempo dedicato al lavoro “nel mercato”, contrapposto a quello dedicato ai lavori domestici, è guidata da sfavorevoli incentivi impliciti al lavoro – fisco in primis, norme e consuetudini sociali, e dalla mancanza di servizi pubblici di sostegno al lavoro femminile. Chiudere il gap nel tasso di partecipazione di giovani e donne resta la sfida di lungo periodo più importante delle politiche pubbliche italiane.

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