Essere fighi in America

Essere fighi in America

Cool è una parola inglese quasi intraducibile. Vuol dire affascinante, carismatico, seducente. Figo è la traduzione italiana che, nonostante la volgarità per niente presente nell’originale, ci si avvicina di più. Fino al prossimo 7 settembre, la National Portrait Gallery di Washington espone una serie di 100 ritratti che cercano di inquadrare l’idea di cool attraverso i volti delle icone americane che ne incarnano lo spirito, da James Dean a Madonna, da Jimi Hendrix a Greta Garbo, da Bill Murray a Patti Smith.

Durante un’intervista a un programma radio i due curatori della mostra, Philip Kennicott e Joel Dinerstein, hanno provato a rispondere alla domanda: «cosa significa essere cool?» «È una domanda difficile», dice Dinerstein, «è qualcosa di misterioso e qualcosa di mitico. […] In poche parole direi che cool è il complimento supremo. Si porta dietro una carica sociale di ribellione, di mistero, di carisma e suggerisce un qualche tipo di cambiamento sociale sul nascere che quella persona rappresenta». La difficoltà nel definire il significato di cool, continua Kennicott, viene dal fatto che è un «concetto culturale, non uno scientifico. E i concetti culturali saranno sempre porosi in qualche modo. È una delle loro grandi forze, a dire la verità».

La mostra, infatti, parte dalle origini della fotografia (il ritratto più antico della mostra è un dagherrotipo del 1855 che ritrae il poeta Walter Whitman) per cercare di rintracciare nei 100 volti scelti non solo l’essenza del cool, ma anche la sua evoluzione, la sua trasformazione negli anni. Per mostrare come è cambiata la nostra idea di essere fighi e come è cambiato l’esserlo.

La lista completa dei magnifici 100 è sul sito della National Portrait Gallery, qui sotto una selezione delle bellissime foto che sono state scelte.