Italia, meno competitivi della media Ue anche al Nord

Italia, meno competitivi della media Ue anche al Nord

La disparità regionale della competitività all’interno di ogni Paese della Ue è spesso molto pronunciata, soprattutto nelle economie relativamente più grandi. Regno Unito, Spagna, Francia, Germania e Italia hanno in media una varianza dell’indice composito calcolato dalla Ue (con componenti quali la stabilità macroeconomica, la qualità delle istituzioni, il livello di capitale umano) più alta del resto dei paesi dell’Unione.

Un caso emblematico è quello francese, dove la regione della capitale Parigi stacca in maniera netta il resto delle regioni, che si situano a cavallo della media Ue: ad alcune più competitive se ne accostano altre con livelli di competitività simili ad alcune regioni Ungheresi, almeno secondo l’indice qui presentato. Per l’Italia ciò che preoccupa è che anche le regioni del Nord più competitive si trovano sotto la media europea, dopo vent’anni in cui la loro posizione competitiva si è degradata sempre più. La stessa tendenza è ravvisabile nel più grezzo indicatore del PIL pro-capite regionale. Tutte le nostre regioni settentrionali, dalla seconda metà degli anni 90, sono scivolate nella parte bassa del ranking delle regioni europee. Concentrarsi solo sulla nota disparità Nord/Sud è oramai un esercizio analitico, che non coglie il punto principale del declino italiano.

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