Perché si evadono le tasse? Perché è facile farlo

Perché si evadono le tasse? Perché è facile farlo

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Quali sono le forze determinanti dell’evasione fiscale? La cultura, le norme sociali, hanno un effetto nel limitare l’efficacia del sistema sanzionatorio in caso di abusi? Sono domande al centro della letteratura economica da moltissimo tempo, sebbene la metodologia usata per rispondere a tali annose questioni non sempre permette di identificare il nesso causale fra le variabili d’interesse e l’evasione fiscale.

In un bel paper di Lefebvre et alias, si è cercato di gettare luce sul tema tramite un esperimento controllato, condotto in un campione di individui in Francia, Belgio e Paesi Bassi. L’esperimento consisteva nell’offrire ai partecipanti la possibilità di scegliere se dichiarare un reddito registrato, noto alle autorità fiscali, oppure un reddito non registrato, noto solo con una certa probabilità, dovuta implicitamente allo sforzo posto dal fisco per combattere le frodi. Quest’ultimo reddito non registrato si supponeva derivasse da un lavoro autonomo in nero, in aggiunta al reddito da sussidio incamerato, perché “ufficialmente” disoccupati.

Un simile esperimento è interessante perché permette di distinguere sia le frodi nelle dichiarazione del reddito, sia le frodi al sistema di welfare, data la probabilità – nota –  di essere scoperti. Il fatto di condurlo in tre paesi differenti, ma con culture intersecanti (in Vallonia si parla il francese e la cultura è più simile a quella francese, mentre nella parte fiamminga del Belgio la cultura è più simile a quella olandese), permette di controllare l’effetto della cultura sulle decisioni degli individui. 

I risultati sono riassunti nel grafico di oggi. Esiste, in media, una probabilità maggiore di frodare il sistema di welfare che il sistema fiscale. La varianza nella risposta è infatti guidata dal parametro, noto, della probabilità di essere scoperti (audit probability, nel grafico), come si nota dalla forte diminuzione della percentuale di evasori all’aumentare del “controllo implicito del sistema”. Gli effetti culturali fra paesi, invece, non sembrano giocare un effetto preponderante. Esiste una variazione nel caso di frode fiscale che è più legata al sistema legale, come si nota dal fatto che in media i belgi sembrano meno propensi a dichiarare un falso reddito sia dei francesi, sia degli olandesi. Per di più, le percentuali di frodi al welfare non sembrano variare fra paesi.

Per quanto riguarda invece l’effetto delle norme “sociali implicite” i ricercatori hanno sottoposto al campione scelto una variante del gioco in questione, in cui nella seconda sessione si informavano i singoli partecipanti sulla percentuale minima e massima di coloro che avevano dichiarato un falso reddito. I risultati di questo esperimento mostrano un effetto positivo sull’evasione fiscale in relazione al cattivo esempio di altri frodatori, mentre gli esempi positivi provenienti dagli altri partecipanti non sembrano avere alcun effetto.

Il messaggio di politica economica è abbastanza chiaro. Esempi negativi nelle società, hanno certamente effetti negativi sulla fedeltà fiscale. Il sistema di welfare è solitamente più frodato del fisco stesso. Le differenze culturali non sembrano giocare un ruolo importante, mentre gli incentivi impliciti del sistema sanzionatorio e legale sono il maggior driver dell’evasione. In altre parole, un sistema che non combatte l’evasione è un sistema che la incentiva.

Intendiamoci, per quanto ben congeniato, l’esperimento è sempre e comunque una finzione rispetto alla realtà. Tuttavia, pare di capire che la lotta all’evasione fiscale è più efficace se si utilizzano le leve dei controlli e della trasparenza sanzionatoria in maniera efficace. La scarsa propensione all’onestà fiscale è un fattore che gioca certamente un ruolo negativo, ma pare anche che utilizzare la retorica “le tasse sono belle” non aiuti granché la lotta all’evasione, in mancanza di un sistema fiscale chiaro, semplice ed efficace nel combattere eventuali abusi. Una variante dell’esperimento ha anche mostrato come all’aumentare della “qualità” dei beni pubblici offerti, aumenta anche il grado di correttezza fiscale. Un fisco semplice, con sanzioni certe, e uno Stato efficace ed efficiente nella fornitura di beni pubblici. Così si combatte l’evasione italiana

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