Quando utilizzare il car sharing può costare caro

Quando utilizzare il car sharing può costare caro

Consideriamolo pure l’ultima frontiera della mobilità, perché il “car sharing” — declinazione che meglio rappresenta una società sempre più basata sull’economia della condivisione — è ormai entrato a pieno titolo nei ritmi frenetici degli spostamenti cittadini. Milano, Roma e Firenze le città in cui il fenomeno ha preso piede già da qualche tempo, ma non escludiamo che a breve il mercato potrà espandersi verso altre realtà italiane. Il capoluogo lombardo in particolare ha sviluppato una capacità recettiva immediata e sono addirittura cinque gli operatori di settore che hanno sguinzagliato le loro utilitarie in giro per la città: tre privati (Eni, Car2Go, Twist) e due pubblici (GuidaMi ed E-Vai). In generale il meccanismo è uguale per tutti: ci si registra online, si forniscono i propri dati, tra cui quelli della carta di credito per permettere l’addebito una volta terminata la corsa, e si comincia ad utilizzare fin da subito il servizio. Le auto si possono prenotare sia tramite pc che tramite l’applicazione su smartphone.

La forza di questo servizio molto spesso risiede nella semplicità e nella convenienza delle tariffe applicate dai diversi operatori. Proprio a Milano negli ultimi giorni Car2Go, il primo operatore privato ad essere sceso in strada con le sue smart bianche e blu, ha lanciato una nuova tariffa al minuto legata ad un abbonamento mensile per combattere la concorrenza. Per capire la portata del car sharing milanese vale la pena dare un’occhiata ai numeri: Enjoy (Eni) nata a dicembre 2013 vanta una flotta di 644 auto tra Fiat 500 e Fiat 500L e 230mila iscritti, Car2Go da agosto 2013 ha messo in strada 700 Smart e ha 75mila iscritti, mentre Twist da maggio 2014 è presente con 500 auto (dato che diventerà tale entro fine marzo) e 20 mila iscritti. Per il momento è il caso di tralasciare GuidaMi ed E-vai che rappresentano ancora un servizio di nicchia.

Il consumo condiviso di automobili  funziona ed è destinato a salire. Ma gli utenti sono davvero a conoscenza di tutte le regole a cui devono sottostare per non incorrere in sgradite sorprese?

I numeri parlano chiaro, il consumo condiviso di automobili a Milano funziona ed è destinato a salire. Bene. C’è una questione importante però da affrontare: gli utenti che affittano un auto utilizzando questo servizio sono davvero a conoscenza di tutte le regole a cui devono sottostare per non incorrere in sgradite sorprese? In molti si limitano a fare un confronto di tariffe o a selezionare l’auto fisicamente più vicina. Può bastare soltanto questo? Ovviamente no, perché forse non tutti sanno che per usufruire del car sharing non basta limitarsi a rispettare le regole del codice della strada. C’è di più.

Abbiamo messo a confronto i regolamenti e le condizioni d’uso — sì proprio tutte quelle diciture che accettiamo con un clic senza leggere praticamente mai — dei tre operatori principali Eni, Car2Go e Twist. E abbiamo scoperto alcune piccole insidie a cui forse dovremmo prestare attenzione ogni qual volta ci mettiamo alla guida. Il rischio è di incorrere in sanzioni pecuniarie piuttosto salate.

Partiamo dall’iscrizione: il regolamento di Enjoy non prevede nessuna quota d’iscrizione, in più si punta forte sul senso di responsabilità dell’utente. Il punto 6 della sezione “Iscrizione” recita così: “Il potenziale cliente si impegna a rispettare ed eseguire in buona fede e con la diligenza del buon padre di famiglia gli impegni assunti con l’iscrizione al servizio”. Nel caso di Car2Go bisogna sborsare 19 euro (“al di fuori dei periodi promozionali”), mentre per Twist ne bastano soltanto 15. Sul versante delle tariffe nel complesso Enjoy sembra proporre ancora l’offerta migliore: 25 centesimi al minuto (10 per la sosta), 25 centesimi per ogni chilometro effettuato oltre i 50 km, 60 euro per un noleggio giornaliero, 4,50 euro per il parcheggio presso l’aeroporto di Linate; Car2Go propone ai suoi utenti 29 centesimi al minuto sia per la guida che per la sosta, 14,90 per un’ora intera, 29 cent al km oltre i 50 km, 59 euro per l’intera giornata, 4,90 per il parcheggio in aeroporto; per Twist le cifre vanno da 27 centesimi al minuto e 17 per la sosta, ai 27 per ogni chilometro superati i cinquanta, fino ai 14,90 un’ora di noleggio e 59 per l’intera giornata.

Fin qui tutto bene, la maggior parte degli automobilisti queste tariffe le conosce bene. Ma nel momento in cui l’utente dovesse violare il regolamento, le cose cambiano. Elencare tutte le tariffe sanzionatorie sarebbe lungo e noioso, per cui vi rimandiamo alle rispettive sezioni dei siti (Eni, Car2Go, Twist), ma su alcune situazioni vale la pena porre attenzione. In primis sulle auto noleggiate è assolutamente vietato fumare o portare animali, da tutti gli operatori questa violazione è sanzionata con un’ammenda di 50 euro. Così come perdere o danneggiare i documenti del veicolo vi costerà ancora 50 euro, la cifra si impenna invece nei casi di smarrimento della chiave (250 euro per Enjoy e Twist, 350 per Car2Go). Avete preso una multa? Bene oltre a pagarla dovrete sborsare altri 20 euro per la notifica della stessa. Occhio alle luci e alle portiere, se riconsegnate un’auto “Enjoy” in questo stato dovrete pagare sempre 50 euro, così come se la parcheggiate negli stalli a pagamento in modalità “sosta”. Stesso prezzo da pagare a Twist o Car2Go per la “ricollocazione del veicolo in caso di parcheggio in divieto di sosta”. Scontato direte voi? Non proprio, c’è chi lo ha fatto.

Se invece siete a cena fuori con amici e decidete di tornare a casa utilizzando il car sharing, fareste meglio a non bere nemmeno un bicchiere di vino. Tutti i regolamenti parlano chiaro, per mettersi alla guida bisogna avere tasso alcolemico pari a zero, non è ammessa nemmeno la soglia di tolleranza prevista dal codice della strada per le auto private, altrimenti sarete responsabili di qualsiasi danno o sinistro dovesse accadere. Può sembrare strano ma c’è anche una sanzione per la guida all’estero, ed è piuttosto salata per tutti gli operatori (250 euro). Infine occhio al carburante, perché se vi venisse in mente di fare rifornimento, è necessario che il serbatoio sia pieno per meno del 25% altrimenti addio rimborso benzina e/o minuti in omaggio quando previsto.

C’è anche qualche bizzarra agevolazione e l’abbiamo rintracciata nel regolamento Enjoy. Nel caso di malfunzionamento o blocco del veicolo oltre i 50 km dall’ “Area di Copertura della Città”, e la riparazione richieda un ricovero del veicolo oltre le 24 ore, il rientro o il proseguimento del viaggio da parte dell’utente possono essere effettuate in treno o in aereo a spese di Eni, fino a un massimo di 775 euro. Inoltre, nel caso in cui il proseguimento del viaggio dovesse prevedere una sosta di una o più notti, è previsto il pernottamento e la colazione a carico del gestore fino ad 80 euro a persona (compatibilmente con l’omologazione del veicolo) per un massimo di tre notti.

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