Borsa, ecco quando dovremo preoccuparci

Dall’inizio dell’anno Piazza Affari soffre un pesante ritardo nei confronti delle altre borse mondiali. Ma la situazione potrebbe cambiare. La fase di fisiologico consolidamento non assumerebbe toni di pericolo se non si scenderà sotto 18mila/17.500 punti

Quando siamo ormai in vista della fine del primo trimestre, Piazza Affari si conferma una delle Borse più deboli da inizio 2016, con una perdita del 13% malgrado un rimbalzo del 20% registrato dai minimi di metà febbraio.

Senza scomodare il Brasile, che brilla con un +21%, annotiamo che la media delle borse europee perde il 7% circa, Wall Street si è riportata sulla parità e Tokio ha lasciato sul terreno l’8 per cento. Solo la Cina (-21%), tra le borse principali, sta peggio di noi.

Le ragioni della debolezza sono molteplici, ma su tutte c’è la crisi strutturale del settore bancario messa in ulteriore risalto negli ultimi giorni dai ritardi del processo di concentrazione: Banco Popolare e Banca Popolare Milano continuano a rinviare le nozze.

Al netto dei titoli finanziari la borsa italiana riesce a contenere le perdite al 10 per cento. L’FtseMib ha messo a segno quattro sedute negative di seguito nel corso dell’ultima settimana.

Piazza Affari si conferma una delle Borse più deboli da inizio 2016, con una perdita del 13 per cento. ​Solo la Cina (-21%), tra le borse principali, sta peggio di noi

La correzione, provocata in larga misura dalla cadute dei titoli bancari, è partita dopo che l’indice si era spinto sui massimi dal 22 gennaio scorso a 19.216 punti. Graficamente, è ragionevole pensare che un rally del 20% in un mese abbia potuto avviare la fase correttiva in corso. Il primo movimento impulsivo era arrivato con la rottura di area 17.600, seguito da un secondo movimento di spinta alla rottura del precedente massimo di marzo segnato a 18.445 punti, trasformato ora in un primo importante supporto.

Come si nota dal grafico qui sotto, il trend rialzista di breve periodo è inserito in un canale crescente che vede proprio area 18.445 punti come sostegno. La fase di fisiologico consolidamento non assumerebbe toni di pericolo se non si scenderà sotto 18mila/17.500 punti.

La fase di fisiologico consolidamento non assumerebbe toni di pericolo se non si scenderà sotto 18mila/17.500 punti

Dall’inizio dell’anno Piazza Affari soffre un pesante ritardo nei confronti delle altre borse mondiali. Ma la situazione potrebbe cambiare. La fase di fisiologico consolidamento non assumerebbe toni di pericolo se non si scenderà sotto 18mila/17.500 punti

Livelli di ingresso sulla debolezza sono dunque posizionati a quota 18.445 punti e quota 17.600 punti.

Segnali di spinta si vedranno alla rottura di area 19mila/19.200 punti.

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