’O pernacchioAllenatore e gentiluomo: la storia di Ranieri come non l’avete mai letta

Il libro s’intitola “Se vuoi provarci fallo fino in fondo”, e racconta la vita – non solo gli ultimi anni e il successo del Leicester – del tecnico campione d'Inghilterra. La firma è di Malcom Pagani, che negli anni si è reso protagonista di interviste ai campioni dello sport

Non esagero quando dico che Malcom Pagani è uno dei migliori intervistatori che ci sono oggi in Italia. Ha la straordinaria capacità di mettere a proprio agio chiunque: e persone che solitamente non parlerebbero con nessuno – figurarsi con un giornalista – s’aprono più e meglio di un libro. I ricordi, le storie, cosa le manca, cosa invece no. Sempre il lei, sempre educato. Sarà questo, forse, il suo segreto.

Malcom viene da Sky Sport, ha scritto per L’Unità e per il manifesto; collabora con Vanity Fair, GQ e Rivista Undici, ed è quasi ogni settimana in edicola con Il Fatto Quotidiano. Spesso scrive di cinema e di divi; qualche volta di calcio e campioni. Memorabile l’intervista a Valerio Mastandrea sull’essere tifoso, e altrettanto bella quella a Claudio Ranieri, uscita qualche mese fa, a cavallo con la vittoria del Leicester del campionato inglese. Deve essere partito tutto da lì: l’incontro, le chiacchierate, e tanto di quel materiale che alla fine Malcom ne ha fatto un libro: “Se vuoi provarci fallo fino in fondo”, s’intitola. Edito da Rizzoli. Nei ringraziamenti si legge: “Grazie a Claudio Ranieri perché certi figli sono proprio come i padri”. Che meraviglia.

Alla storia, s’unisce la leggenda. E alla leggenda s’affianca quel piacere secolare – vecchio tanto quanto il calcio, il futbol – del lettore tifoso di comprendere i campioni. E Claudio Ranieri, protagonista indiscusso, è un vero campione: uno che non solo sa vincere, cosa relativamente facile; ma che soprattutto – e qui Pagani è bravissimo nel sottolinearlo – sa perdere. Sa restare a testa alta, sa accettare qualunque cosa. Gentleman italiano, una razza di cui – onestamente – si sente la mancanza.

E Claudio Ranieri, protagonista indiscusso, è un vero campione: uno che non solo sa vincere, cosa relativamente facile; ma che soprattutto – e qui Pagani è bravissimo nel sottolinearlo – sa perdere. Sa restare a testa alta, sa accettare qualunque cosa. Gentleman italiano, una razza di cui – onestamente – si sente la mancanza.

Il libro di Pagani esce in un periodo particolare per il giornalismo sportivo: uno di quelli che sarebbe meglio dimenticare. Pure tra i pali, oggi, s’insegue il veleno del gossip – e la storia di Higuain, “El Pipita” che da Napoli è andato a Torino, affarone da 90 e passa milioni di euro, è piuttosto significativa in questo senso. Pagani, però, fa bene il suo lavoro: la cronaca dell’infanzia di Ranieri si colora quel tanto che basta di folklore, la Roma di ieri e quella di oggi, le squadre, il sud tormentato, una passione senza età, e le gite in Lambretta a consegnare la spesa e quelle altre nei campetti di calcio – “potevano giocare solo dopo essere andati a messa”. C’è sempre un po’ di cinema, nel racconto: perché piace a Pagani, perché è la sua (doppia) vita; ma pure perché, se metti in ordine una storia come quella di Claudio Ranieri, il cinema c’entra sempre.

Il Leicester e il trionfo nel Regno Unito fanno da incipit e ossatura: si comincia con una citazione azzeccatissima di Forrest Gump, con l’accostamento del personaggio interpretato da Tom Hanks a Claudio Ranieri, e si continua con il report della gioia, della confusione, “del miracolo inglese”. Gli undici campioni, le undici volpi – foxes, per dirla all’inglese. Quelli che una vera dieta non l’hanno mai fatta e che forse, prima di Mister Ranieri, nemmeno un vero allenamento. C’è Hardy, ex-operaio, ex-rissaiolo, che ha firmato quasi trentenne e che nel futuro ancora ci spera; e c’è Mahrez, una Cenerentola con le scarpine da calcio. La forza del Leicester sta nel suo multiculturalismo: multiculturale la città, multiculturale – Babele, la chiama Pagani – la squadra. E mentre il resto della Lega litigava, questo gruppo di coraggiosi resisteva e – lungi da me la retorica da pub – si voleva bene.

La storia di Claudio Ranieri si lega due volte col buon giornalismo sportivo: è il caso del Guardian, del football editor Marcus Christenson che dopo la vittoria del Leicester è tornato sui suoi passi e le sue previsioni e ha chiesto scusa. “Sono stato smentito, non ho capito niente”. Altra forma di galanteria che qui, nella patria dei santi, dei poeti e dei navigatori, latita.

“Se vuoi provarci fallo fino in fondo” è un libro-racconto, una semi-biografia, un’intervista di giornale lunga duecentosessantasei pagine (ringraziamenti esclusi); è un resoconto ed è finzione, è la meraviglia del calcio, la puntualità del giornalismo, è lo stile incredibile, inconfondibile, di Malcom Pagani.

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