Fate la prima mossa: solo così cambierete la vostra vita

Le opportunità non esistono, ma si creano, andandosi a cercare le occasioni anche dove meno ci si aspetta siano. L’esempio di Mark Zuckerberg, che da un due di picche ha creato un impero

Nel nostro percorso di formazione sulla negoziazione è previsto anche un colloquio con i partecipanti, a distanza di qualche mese dall’esperienza in aula. Un colloquio che sonda l’applicazione di quanto appreso e l’impatto sulla vita lavorativa.
Alcuni partecipanti rispondono che non sono in grado di fissarlo e chiedono di posticiparlo: motivo? “Non ho avuto opportunità negoziali”.

Ho riflettuto a lungo su questa affermazione. “Non ho avuto opportunità…”. Osservando i negoziatori in molte occasioni e su molti tavoli ho maturato un convincimento.

Le opportunità negoziali e non solo quelle non esistono, vengono create.

Mi spiego. La negoziazione non è una modalità relazionale precostituita. Non è che mi sveglio al mattino e dico “Oggi negozio”. Mi sveglio al mattino, vado per il mondo, e potrò, come è naturale, trovare persone i cui interessi cozzano con i miei.

Potrò fare tante cose per “gestire” queste situazioni: la negoziazione è una di queste. Posso anche prendere sberle o mollarne, compromettere o tentare di persuadere.

Quindi sono io, solo io, a dover cogliere prima e gestire poi l’opportunità di negoziare.

Questo ragionamento si applica a ogni aspetto della vita?
Direi così. É un po’ la differenza che c’è tra coloro che assumono il ruolo di vittima e quelli che scelgono per sé un ruolo da protagonisti. O tra quelli per cui “É tutto un problema” e quelli che da quella stessa situazione tirano fuori un’occasione per cambiare e aprire nuovi orizzonti.

É un po’ la differenza che c’è tra coloro che assumono il ruolo di vittima e quelli che scelgono per sé un ruolo da protagonisti. O tra quelli per cui “É tutto un problema” e quelli che da quella stessa situazione tirano fuori un’occasione per cambiare e aprire nuovi orizzonti

Forse è un atteggiamento verso la vita in generale, ma accettando questa prospettiva mi sembra di cadere in un pauroso determinismo che escluderebbe molti. Voglio pensare che sia un comportamento che si possa acquisire e sviluppare e come tale ascrivibile a una capacità piuttosto che a una naturale inclinazione. Oserei dire che è una conquista, che accomuna le persone che guardano avanti, a quello che deve venire e non solo a quello che è stato.

Facebook: sappiamo tutti come è nato. Il suo fondatore ha trasformato una delusione sentimentale in una occasione e oggi sappiamo quale. Trasformare un due di picche in una rivoluzione socio antropologica globale, oltre che in un business colossale, è il segnale di aver saputo cogliere una opportunità. Poi certo non basta, ma tutto parte da lì.

Chiudo con un esempio, di facile immedesimazione: riunioni in cui le persone passano ore a recriminare. Ciò che è stato è stato. Non vuol dire dimenticare, ma apprendere la lezione e trasformarla costruttivamente in una opportunità per andare avanti.

Interrompi il flusso della lagnanza, lascia gli altri nello stagno e non farti intrappolare. Fa’proposte e dalle acque mosse qualche cosa nascerà.

Ridiamoci su con Benigni.

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