Costi alle stelle, anche Bankitalia punta il dito contro i fondi a cedola

Negli ultimi quattro anni il boom dei fondi a cedola o a scadenza è andato di pari passo con l’incremento delle commissioni pagate dai sottoscrittori di fondi comuni. Lo ha mostrato anche uno studio di Banca d’Italia

FILIPPO MONTEFORTE / AFP

Le commissioni pagate dai sottoscrittori di fondi comuni di investimento stanno aumentando e i fondi a cedola o a scadenza ne sono i principali responsabili. È quanto emerge da uno studio di Banca d’Italia sui costi complessivi dei fondi comuni di diritto italiano. Se si considera tutto il decennio 2006-2016, i costi complessivi per investire in fondi comuni sono stati in media dell’1,58 per cento. Ma negli ultimi anni la percentuale è salita: tra il 2012 e il 2015 fino al 2 per cento. Questo aumento è dovuto al recente boom dei fondi a cedola: la loro percentuale è salita dal 14 al 44% del totale dei fondi di diritto italiano. Ecco dove si nascondono i costi.

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I fondi a cedola prevedono un cosiddetto “tunnel di uscita“: commissioni applicate al momento del rimborso che diminuiscono con il prolungarsi del periodo di permanenza. Se però pensate che rimanendo investiti per tutta la durata del fondo non pagherete commissioni vi sbagliate di grosso

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