Come funziona il cinema di Christopher Nolan, spiegato meglio

Una serie di video su Vimeo di Cameron Beyl racconta, passo passo, tutta l’evoluzione artistica e cinematografica del regista di Dunkirk, Inception e Interstellar. Spiegando quando fa bene e quando no

Perché usare video brevi su Youtube per parlare di film lunghi, quando si possono fare video lunghi su Youtube per parlare sempre di film lunghi? È, più o meno, il principio che anima la produzione del critico cinematografico Cameron Beyl, che quando si tratta di video-saggi non rispetta le regole del gioco. Devono durare meno di dieci minuti? E chi l’ha detto? Le sue Directors Serie su Vimeo possono durare un’ora e anche di più. E sviscerano le opere e le estetiche di uno stesso artista.

In questo caso, si parla di Christopher Nolan. Ormai acclamato come “novello Kubrick”, il regista inglese e anche americano ha inanellato una serie di grandi successi, ottime produzioni e risultati più dubbi. Se Inception rientra di sicuro nel primo gruppo (i grandi successi), la trilogia di Batman ha lasciato incerto più di uno spettatore. E Memento, che pure ha suggestionato più di una persona, non è risultato – pur essendo la sua consacrazione nel grande cinema americano – sempre convincente.

Insomma, Nolan è discontinuo. Interstellar ha suscitato polemiche di ogni tipo, dall’aderenza alla realtà a questioni più tecniche, come tempi e trattamento della sceneggiatura, mentre Dunkirk ha conosciuto solo applausi e lodi (tranne quelle di Goffredo Fofi). Il compito di Beyl è, allora, ripercorrere tutte le tappe della carriera del regista, dal primo film (fatto con solo seimila dollari) a i grandi kolossal miliardari che sbancano il botteghino e fanno spellare le mani ai critici.

Una parabola seguita con estrema fedeltà e grande capacità di analisi. Nolan a tutto tondo, comprese le sue concessioni al cinema commerciale, le trovate facili, le soluzioni non sempre ottimali. Ma anche i critici sbagliano: al termine della sua analisi di Interstellar, Beyl prevede che Nolan si dedicherà, dopo aver percorso tutto l’universo, a qualcosa di interiore, intimo, contenuto. E poi è uscito Dunkirk.

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