La giornata del risparmio dimenticato: così gli italiani stanno distruggendo la propria ricchezza

Il livello di educazione finanziaria degli italiani è sceso drasticamente fino a diventare una vera e propria emergenza. Vogliamo ancora mettere i soldi da parte ma non sappiamo più investirli. Così, però, bruciamo la nostra ricchezza

(Dip into savings - frankieleon / Flickr Creative Commons)

Il 31 ottobre, come ogni anno dal 1924, è stata la Giornata del Risparmio. Dai tempi della sua fondazione è stata l’occasione per insegnare, soprattutto alle nuove generazioni, a gestire con parsimonia le proprie finanze. Tuttavia, negli ultimi anni, questo tratto culturale è andato via via perdendosi. Il livello di educazione finanziaria degli italiani è sceso drasticamente fino a diventare una vera e propria emergenza, che ci colloca agli ultimi posti delle classifiche internazionali.

Secondo l’indagine dell’Acri, la fondazione delle fondazioni bancarie e delle casse di risparmio che organizza la ricorrenza, rispetto al 2001 le persone che tengono i soldi sul conto corrente sono salite dal 49% al 67%, mentre gli investitori sono diminuiti dal 47% al 29%. Bisogna dirlo molto chiaramente: scegliere di non investire equivale a distruggere materialmente parte della propria ricchezza e della ricchezza della propria famiglia.

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Bisogna dirlo molto chiaramente, scegliere di non investire equivale a distruggere materialmente parte della propria ricchezza e della ricchezza della propria famiglia

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