Basta lagnarsi, godetevi la neve (pensando a Buran e Pasternak)

Forse questa neve è stata una benedizione: soprattutto se passeggiamo portando in tasca il poeta della neve per eccellenza, Boris Pasternak

Riccione, otto di mattina, 27 febbraio. Il bianco danneggia irrimediabilmente la retina, organo istituzionale della ragione, per cui, per me, oggi potrebbe essere il 31 febbraio. Neve. Canticchiare Il mare d’inverno è una offesa al dio che si sta sbriciolando in fiocchi. Bisogna percorrere queste vie che rintoccano ghiaccio con Boris Pasternak nel cappotto, il poeta della neve.

“La neve cade e ogni cosa è in subbuglio,/ ogni cosa si lancia in un volo”, canta il poeta in una lirica tarda, scritta negli ultimi anni, tradotta con monacale perizia da Angelo Maria Ripellino. Armo la bicicletta. Più che pedalare, navigo, il manubrio è il timone della mia sgangherata zattera. Slitto. Voglio andare a vedere il mare. Proprio ora. Ora è il momento esatto. Tra poco il cielo si chiuderà ancora, sfidandomi con il suo viso da cane. Ora, con la luminosa certezza di Alessandro Magno, sfondo l’aura del cavalcavia, creo un tunnel nel freddo. I fiocchi di neve rintoccano rari, sono corazzato di giacca. Le mani, nude, si gonfiano, rosse, il cuore accelera. Ricordo di aver letto un pensiero di Gian Ruggero Manzoni, un cristallo estetico dato al pasto dei social.

Continua a leggere su PANGEANEWS

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta