Energie alternativeAcqua per tutti: così Eni aiuta l’Africa e costruisce pozzi dotati di impianti fotovoltaici

Il progetto, in collaborazione con la Fao, mira ad aiutare gli sfollati interni del Paese, garantendo loro accesso facile a una risorsa essenziale: l’acqua pulita

Un pozzo di acqua pulita, che funziona con energia pulita. È il modello commissionato da Eni, attraverso la sua sussidiaria nigeriana Agip Energy and Natural Resources (AENR), insieme al partner del Paese africano, il Nigerian National Petroleum Corporation, e la Fao: sarà al servizio dei cosiddetti “sfollati interni”, cioè i civili costretti a fuggire dalle loro regioni a causa di guerre e persecuzioni, ma che restano nel Paese.

Il pozzo sarà collegato a un sistema fotovoltaico e, soprattutto, a un impianto di iperfiltrazione (o osmosi inversa) che assicurerà che l’acqua sia potabile. Un passo in avanti, ma è solo il primo: il progetto di collaborazione tra Eni e Fao prevede altri 10 pozzi, per fornire acqua in aree selezionate del Paese fornendo un contributo per le persone e le comunità che subiscono le crisi della Nigeria nordorientale.

Come spiega Lorenzo Fiorillo, AENR Managing Director, «Il progetto è il risultato della nostra cooperazione con le autorità nigeriane e la Fao e si servono delle nostre conoscenze tecniche per migliorare le condizioni di vita della comunità Waru, dando accesso ad acqua pulita. È tutto basato sulla nostra convizione che le azende private possano e anzi debbano collaborare con il settore pubblico per giocare un ruolo attivo nello sviluppo sostenibile».

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