Chi sono i detentori dei titoli di Stato italiani

Una buona parte è nelle mani di investitori italiani, ma un’altra è di proprietà di investitori stranieri. A seconda delle quote detenute, il Paese può essere più o meno esposto ai rischi speculativi

È importante distinguere tra la parte di debito pubblico detenuta da investitori domestici (in generale più sicura) e quella, al contrario, nelle mani di investitori residenti (più vulnerabile). Da qui si comprendere quando un Paese sia a rischio di speculazione sui mercati: se gli investitori esteri sono in maggioranza, un Paese può essere sottoposto a vendite di massa nei momenti di difficoltà, rischiando il fallimento.

Tuttavia va notato che una quota troppo bassa di investitori stranieri potrebbe essere anche un segno di bassa fiducia nei confronti del sistema-Paese (anche se questa regola non vale sempre: per Usa e Inghilterra, per capirsi, non funziona).

Insomma, com’è la situazione dei titoli di Stato italiani? Quanto valgono? E quanti sono detenuti da investitori stranieri?

Ma soprattutto: quali rischi corre, oggi, l’Italia?

La risposta a tutte queste domande si trova in questo articolo di Risparmiamocelo!

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