Cucina con GastronomikaCappelletti di parmigiano

Classici della tradizione emiliana e divenuti emblema della gastronomia italiana, i cappelletti sono passati dalle cucine delle famiglie a quelle dei grandi chef, dove sono stati composti e ricomposti, con ripieni esotici e fantasiosi, spesso azzardati. Qui ve li proponiamo in una delle più classiche versioni

Ogni giorno vi raccontiamo una nuova ricetta da provare, costruendo insieme le nostre cene e cercando di imparare di giorno in giorno una tecnica, un tipo di cottura, un taglio sempre nuovi. Non diventeremo chef, ma sicuramente avremo nel nostro quaderno qualche nuovo grande classico di famiglia, da condividere nei prossimi mesi nelle cene con gli amici. Prima di cominciare, un unico imperativo: lavatevi bene le mani.

Ingredienti e dosi per 4 persone 

La pasta

375 g farina per pasta fresca, 3 tuorli d’uovo, 3 uova intere, 5 g sale,

Il ripieno

150 ml  brodo di pollo, 60 g pane raffermo tostato e grattato, 200 g parmigiano grattato, 1 tuorlo d’uovo. noce moscata , sale q.b

Procedimento

Impastare tutti gli ingredienti per la pasta, energicamente in planetaria con il gancio a foglia, oppure a mano prima in una ciotola poi sulla spianatoia. In entrambi i casi almeno per 15 minuti.

Formare una palla, chiudere in un sacchetto gelo e conservare in frigo per 24 ore prima di utilizzare.

Portare a bollire il brodo, aggiustarlo di sale e unirvi il pane grattato tostato (dovrete fare come la polenta) cuocere per 3/4 min, e poi stendere su una teglia, coprire con pellicola e raffreddare a temperatura ambiente.

In una ciotola unire la polenta di pane, il parmigiano e il tuorlo d’uovo, con un cucchiaio di legno amalgamare il tutto e ottenere un impasto omogeneo, insaporire con poca noce moscata, e chiudere il tutto in un contenitore ermetico, far riposare in frigo per 24 ore.

Prima di confezionare i cappelletti estrarre dal frigo un’ora prima la pasta e il ripieno, e poi procedete come da tradizione.

Questa pasta è adatta ad essere stesa con mattarello e con poca farina di spolvero.

La ricetta è dello chef Daniele Lunghi del ristornante Toulì (GE).

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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