Sfida tra pizze surgelate Non impastare non è un crimine

Classifica semiseria e a nostro insindacabile giudizio sulle pizze surgelate più buone in circolazione. Dopo vari test domestici dettati dalla reclusione e dalla pigrizia, alcuni redattori invece di trasformarsi in panificatori come da decreto del direttore hanno preso una deriva surgelatesca

Una lunga quarantena durante la quale tutti si sono riscoperti o reinventati panificatori, impastatori, pizzaioli. Questa potrebbe forse essere la summa delle giornate trascorse a casa, dove – vuoi per noia, vuoi per spirito d’emulazione – pure i più convinti difensori dell’inattività tra i fornelli (anzi, tra i forni) sono crollati e ora disquisiscono con disinvoltura di lieviti, farine e cotture a bassa temperatura. Qui lo diciamo e qui lo confermiamo, sia messo agli atti: non impastare, non dedicarsi all’arte della pizza fatta in casa, non eccitarsi di fronte alla lievitazione non sono reati perseguibili sotto la fattispecie di «crimini contro la cucina». Ergo, affidarsi alla cara, vecchia, prevedibile pizza surgelata non deve in alcun modo provocare alzate di sopracciglia o smorfie di dolore: si può fare, si può confessare, si può anche ammettere con una certa fierezza. L’importante è innanzitutto sapere a chi – ehm, a quale dei tanti brand – affidarsi, e non partire dal presupposto che la pizza surgelata eguagli quella mangiata in pizzeria. È surgelata ragazzi, datele tregua e concedetele, oltre al beneficio del dubbio, pure un minimo di clemenza. Per facilitarvi il compito abbiamo testato e classificato i principali marchi presenti sul mercato: non troverete le private label delle insegne di supermercati per una mera questione di semplicità e sintesi, ma non è detto che queste non possano costituire, un domani, un ulteriore spin-off sul tema.

6° posto: Cameo Ristorante, Pizza al salame

Il problema forse sta nella promessa, in quel ‘ristorante’ che trae un bel po’ in inganno. Al ristorante probabilmente non mangeremmo mai una pizza del genere, e magari è davvero meglio così. Il salame, più che salame, sembra uno di quegli affettati tedeschi rosa fosforescenti spacciati per delizia nostrana; l’impasto è croccante al limite del biscottato (e non siamo qui a recensire biscotti); il bordo è inesistente; la mozzarella anziché filare assomiglia a una generosa mano di stucco passata su un frisbee. Ultimo, ma non meno importante, è salata, molto salata. Decisamente troppo salata.

Dati tecnici: cottura 10-12 minuti a 220-230° in forno statico, 9-10 minuti a 200° in forno ventilato; 873 calorie per singola pizza.

5° posto: Buitoni Bella Napoli, Pizza Margherita

Era la pizza del liceo, quella che ti riscaldavi quando tornavi affamatissimo da scuola, ché ti fermavi a chiacchierare fuori con gli amici e tra una cosa e l’altra si facevano le due del pomeriggio. Era la pizza che schiaffavi in forno senza pensarci e contando i minuti, era la pizza prima ancora che esistesse una vera e propria cultura sulla pizza, e che faceva il suo dannatissimo dovere. Eccolo, l’inghippo: è rimasta identica da allora, col suo cornicione un po’ colloso e la sua (poca) mozzarella mediocre. Il mondo è andato avanti, e lei invece non s’è mossa di un millimetro.

Dati tecnici: cottura 8-9 minuti a 220° in forno statico, 7-8 minuti a 200° in forno ventilato; 783 calorie per singola pizza.

4° posto: Sofficini Findus, La Sofficiosa Pizza Margherita

Si piazza (inaspettatamente) al quarto posto perché ha un grandissimo pregio, ovvero un’abbondante mozzarella. Buffo come il formaggio diventi un’esca appetibile tanto per i bambini – a cui primariamente il prodotto si rivolge –, quanto per gli adulti. Il rovescio della medaglia è che, se mangiata non bollente, tutta quella mozzarella rischia di trasformarsi in calcestruzzo, vanificando per altro l’impasto sottile e il cornicione croccante. Adattissima per i palati d’amianto, che trangugiano ogni cosa con estrema velocità e voracità.

Dati tecnici: cottura 9 minuti a 250° in forno statico, 9 minuti a 220° in forno ventilato; 648 calorie per singola pizza.

3° posto: Delizie dal grano, La Tonda Gran Gourmet Margherita

Impasto lievitato 36 ore, tirata a mano, cotta su pietra: le promesse iniziano a prendere quota, e la soddisfazione pure. La consistenza dell’impasto non è per niente male, nonostante tenda alla lunga a risultare un po’ panoso: diciamo alla lunga perché la pizza è bella grande, almeno più grande di quelle a cui si è normalmente abituati. La pecca, a voler essere sinceri, è lo scarso condimento, che si traduce in poco pomodoro, poca mozzarella e parecchia pasta. Un ribilanciamento la migliorerebbe assai, ché le basi ci sono e sono buone.

Dati tecnici: dopo averla scongelata, cottura 4-5 minuti a 220/250° in forno ventilato; 905 calorie per singola pizza.

2° posto: Cameo Pizza Regina Alta, Margherita

È con un altro sub-brand che Cameo s’aggiudica il podio: un plauso all’impasto della sua Pizza Regina Alta, che non delude le aspettative create dall’utilizzo – a volte improprio – di quest’aggettivo. Soffice e morbida anche quando si raffredda, ha un cornicione croccante e dimensioni più che corrette (leggi, s’adatta benissimo a un normale piatto piano). Essendo più pomodorosa che formaggiosa, il consiglio dei veri Pro è di aggiungere prosciutto cotto prima d’infornarla: la cottura è rapidissima, quindi non si corre il rischio di abbrustolirlo eccessivamente.

Dati tecnici: cottura 8-9 minuti a 200° in forno ventilato, 8-9 minuti a 220° in forno statico; 978 calorie per singola pizza.

 

1° posto: Italpizza Gran Pizzeria, Margherita integrale

24 ore di lievitazione, stesura a mano, cotta nel forno a legna, farina macinata a pietra integrale: netto salto di qualità per questa pizza, che – oltre a un impasto integrale morbido e nient’affatto colloso – presenta pure ingredienti che oseremmo definire premium. Nella fattispecie, il pomodoro e la mozzarella si percepiscono distintamente, la mozzarella in particolare fila come dio comanda e il sapore complessivo risulta bilanciato e gradevole. Quelli che si sbilanciano ora siamo noi: la Margherita Integrale di Italpizza potrebbe fare le scarpe a tante margherite che ci sono là fuori, in pizzeria. In casi come questo val la pena ripeterlo: lunga vita alla pizza surgelata.

Dati tecnici: dopo averla scongelata, cottura 7-8 minuti a 220° in forno ventilato; 822 calorie per singola pizza.

 

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