Cricket-boyE se ci facessimo una bella frittura di grilli?

Mentre i cambiamenti climatici, le malattie e l’instabilità politica incombono, due artisti coltivatori di grilli si rifugiano nel mondo degli insetti che allevano da anni nelle loro case di Manhattan e in una vera e propria farm nel Queens

È uno dei classici tormentoni che periodicamente fanno capolino nei giornali e diventano una moda, per poi spegnersi subito dopo, con poco entusiasmo soprattutto nel nostro Paese.

Ma stavolta il video è talmente poetico che non possiamo fare a meno di condividerlo con voi: l’ha pubblicato il New Yorker e mostra due artisti newyorkesi, Adam Brody e Jude Tallichet, alle prese con una vera e propria performance dei loro grilli da nutrimento. 

Tallichet ha iniziato l’allevamento dei grilli per aiutare un suo vicino, che dovendo stare lontano dalla sua farm per lavoro gli ha chiesto se poteva essere la baby sitter degli insetti. La passione per questa insolita occupazione ha fatto il resto.

E dopo averli allevati a casa, la fattoria si è ampliata e i due hanno costruito  delle casse di vecchie finestre riciclate, dipinte di bianco e rosso che hanno trovato posto nella una vecchia sinagoga abbandonata del Queens, studio di Tallichet. 

I grilli hanno un valore proteico molto simile a quello del manzo, ma il loro allevamento richiede molto meno spazio per produrre la stessa quantità di carne e mille volte meno acqua: sono quindi un’alternativa decisamente più sostenibile. Inoltre, iniziare ad allevarli è quasi un gioco, mangiano quello che gli dai, e hanno bisogno solo di contenitori delle uova e scatole a prova di fuga. Amano stare vicini, e quindi hanno naturalmente bisogno di poco spazio per sopravvivere.

Che cosa se ne fanno i due dei loro grilli? Li cucinano, ovviamente, friggendoli in olio di cocco con cumino, paprika e riso. Dopo averli addormentati e ‘storditi’ nel congelatore.

Occupazione per annoiati radical chic? Non solo: il video è una denuncia potente contro l’industria dell’allevamento intensivo che tanti danni sta facendo negli Stati Uniti. Voi vi ci vedreste a fare il cricket-boy? Chissà, magari è una delle prossime sfide post pandemia.

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Linkiesta Paper Estate 2020