EnoturismoIl giro d’Italia tra calici e filari: 7 tappe per degustare e visitare

Cantine e vigne riaprono i battenti per accogliere turisti, intenditori e curiosi. Vediamo come, tra norme di sicurezza e nuove iniziative, in sette itinerari da seguire con un calice di vino in mano

Quella di trasformare gli ostacoli in opportunità è una vera e propria arte. E questa crisi lo ha insegnato un po’ a tutti. Così un settore colpito dal lockdown come quello vitivinicolo è pronto a rialzarsi, proprio nell’incrociare un’altra realtà che ha subito pesantemente le conseguenze della crisi: quella del turismo. Gli addetti ai lavori sono pronti a scommettere che l’enoturismo sarà un’attività strategica per uscire da questo momento di difficoltà. Soprattutto se si pensa che dall’altra parte ci sono gli Italiani e la loro voglia di vacanza: voglia, soprattutto, di tranquillità, di vita all’aria aperta e di contatto con la natura. Desideri che una gita tra le vigne è pronta a soddisfare, idea perfetta per un weekend ma anche per una gita fuori porta in giornata. «Noi abbiamo tanta voglia di ripartire – sottolinea Nicola D’Auria, presidente di Movimento Turismo del Vino – offrendo alle persone quello che vogliono, stare spensierati in una vigna». Vero è che c’è ancora paura e che, al di là delle normative, sentirsi sicuri è un’esigenza concreta per chi vuole trascorrere dei momenti di relax. «Per questo – continua D’Auria – ci siamo strutturati con un protocollo di accoglienza, in primo luogo internazionale, che poi viene declinato su ogni singolo Paese».

Un protocollo che suggerisce accorgimenti semplici ma mai banali, che verranno messi in pratica dalle cantine aderenti al progetto. Prima della visita, è essenziale informare i visitatori perché siano consapevoli delle misure che verranno prese. All’arrivo in cantina, il protocollo prevede la misurazione della temperatura e la registrazione dei dati personali; mascherine e gel igienizzanti per le mani sono d’ordinanza. Scontato è il distanziamento durante le visite, come scontato è che bisogna evitare il contatto fisico, favorendo anche i pagamenti contactless.

Durante la degustazione, il protocollo di Movimento Turismo del Vino raccomanda di invitare i partecipanti a igienizzare le mani e a mantenere le distanze, vietando lo scambio delle postazioni assegnate e la condivisione di vini e cibi; al personale si raccomanda di evitare il contatto tra bottiglia e calice al momento della mescita. Per la somministrazione di cibi in abbinamento alla degustazione del vino occorre seguire scrupolosamente i protocolli nazionali o regionali. Prima e dopo ogni degustazione, pulire e disinfettare tutte le superfici. Per la visita guidata si raccomandano appuntamenti privati o in piccoli gruppi, progettati possibilmente a senso unico di percorrenza e con orari e percorsi sfalsati, invitando i partecipanti a non toccare le superfici e valutando con i tecnici il tempo di permanenza dei visitatori negli spazi chiusi. In generale, si consiglia di privilegiare gli spazi aperti. E all’aperto si starà per il primo evento in programma nell’agenda del Movimento, Calici di stelle.

Un atteggiamento propositivo che ritorna nelle parole di Matilde Poggi, presidente FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti: «Per i vignaioli indipendenti l’enoturismo rappresenta una parte molto importante del fatturato. Il vignaiolo indipendente è un’azienda familiare, artigiana, con una produzione limitata. Tutti noi abbiamo un punto vendita in azienda: il periodo di chiusura ci ha provocato un danno ingente e con grande dispiacere abbiamo dovuto rinunciare a incontrare i nostri amici consumatori. Ma dal 3 giugno si rivede qualche appassionato in cantina. Telefonano prima, prendono appuntamento, e questo è un bene perché ci permette di dedicare loro tutto il tempo necessario. Per il momento il distanziamento è anche facile da tenere, sono gruppi più piccoli, in genere di 2-4 persone, e spesso vengono fatti accomodare all’aperto, sotto una pergola o sotto un portico, cosa che rende tutto più facile e piacevole».

1.In Veneto, andare per Prosecco

All’aperto, nella natura. Queste le parole chiave nelle proposte che arrivano da tutta Italia. A partire dal Veneto, dalle terre del Prosecco. Così Gianfranco Zanon, direttore tecnico di Valdo Spumanti racconta come l’enoturismo sia, anche e soprattutto adesso, un’occasione per far «toccare con mano non solo la nostra realtà produttiva, ma anche il paesaggio delle nostre colline, patrimonio Unesco. Per questo offriamo esperienze complete, che comprendono visite guidate al nostro territorio. Le visite sono riprese dal 15 giugno, su appuntamento, ovviamente con tutte le misure di sicurezza del caso. Procederemo con piccoli gruppi, non più di 10-15 persone per volta, sperando di tornare al più presto alla normalità e guardando al futuro. Vogliamo dare sempre più spazio all’enoturismo: nel 2022 vorremmo inaugurare Casa Valdo, una casa storica, immersa in un vigneto, dove si potranno tenere le degustazioni e che ospiterà anche alcune camere. Perché il contatto con il pubblico è sempre prezioso, e le visite forniscono sempre un feedback».

Il legame tra il Prosecco e le sue colline è centrale anche nella proposta di Villa Sandi, azienda che si dedica da decenni ad un’intensa attività di promozione del territorio, fra le prime cantine ad accogliere i visitatori: appassionati di arte, storia, paesaggio e mondo del vino la inseriscono nei loro itinerari, tanto che ogni anno sono circa 20.000 gli appassionati che visitano la villa e le sue suggestive cantine sotterranee del 1700. E domenica 31 maggio Villa Sandi ha riaperto le sue porte, naturalmente in osservanza delle misure anti Covid. Nel periodo del lockdown sono nati dei tour virtuali interattivi e rigorosamente “live”, in compagnia delle guide di Villa Sandi, il tutto coronato da un assaggio di vini spediti a casa: proposte nate durante il blocco ma che hanno ancora attualità, soprattutto per i clienti stranieri. Tra le iniziative all’aria aperta va segnalata la Palestra in Vigna: una delle Tenute Villa Sandi a Crocetta del Montello è una vera palestra tra i filari con percorso fitness ed attrezzi, fruibile liberamente da tutti.

Ancora in Veneto, Monte Zovo a Caprino garantisce la sicurezza dei suoi ospiti aderendo al protocollo di Movimento Turismo del Vino e propone da oggi sei esperienze di degustazione: accanto alle passeggiate tra le vigne va segnalato “La Terra”, un percorso in quattro tappe con degustazioni, alla scoperta dei luoghi dove nascono i vini Monte Zovo. Una visita itinerante che, per il suo approccio didattico e per l’attenzione alla biodiversità, è valsa all’azienda il prestigioso Premio Best of Wine Tourism 2020 per le pratiche sostenibili.

2. Franciacorta, l’enogastronomia racconta il territorio 

Un territorio molto apprezzato dai turisti del Vino è la Franciacorta. Qui Cantina Mirabella ha stilato un proprio regolamento per garantire la sicurezza. Le degustazioni si svolgono in locali sanificati e all’obbligo di mascherina e guanti si associa il rilevamento della temperatura. Sempre obbligatoria la prenotazione, la puntualità è caldamente raccomandata. Le colline della Franciacorta sono cornice anche alle proposte di Tenuta La Montina, vere e proprie esperienze enogastronomiche organizzate in collaborazione con Villa Baiana, il ristorante attiguo alla cantina, ospitato nella cornice della villa seicentesca, cuore storico della tenuta. «Non facciamo più visite da 40-50 persone come prima – spiega Michele Bozza, Marketing & export manager della tenuta – ma accogliamo al massimo 10-12 ospiti per volta. Il percorso è lo stesso di prima, ma cambia l’approccio alla degustazione: possiamo contare su 8500 metri quadri di cantina, uno spazio in cui assicurare il distanziamento non è difficile, e la degustazione vede protagonisti, invece del buffet, piatti monoporzione. La Villa, con i suoi i cortili e i giardini, che solitamente ospitano ricevimenti e matrimoni, è sempre parte della visita. Abbiamo avuto un grande riscontro da parte dei turisti, così organizziamo due turni al mattino e due al pomeriggio, in modo da sfasare i visitatori. Ci sono anche visite e degustazioni mirate, costruite su misura per appassionati e cultori che vogliono scoprire vini d’annata e riserve».

3. Piemonte, alla scoperta dell’arte tra i filari

Tra le terre di grandi vini non può mancare il Piemonte, con iniziative che valorizzano la bellezza del paesaggio e il piacere di sorseggiare buon vino all’aria aperta. Cantina Josetta Saffirio, a Monforte d’Alba, propone un pic nic tra le colline, da abbinare alla visita e alla degustazione, con un ricco cestino da consumare in mezzo all’incantevole scenario delle Langhe. Punto di vista privilegiato sul paesaggio sono le panchine giganti, e Cascina Castlèt, azienda vitivinicola di Costigliole d’Asti, propone di iniziare il tour delle Big Bench installate dall’artista Chris Bangle dalle due panchine poste nelle sue vigne. La prima è proprio accanto all’azienda ed è rossa. L’altra è arancione ed è a Bricco Lu, un magnifico cucuzzolo con un panorama dal Monferrato alla Langa fino alle Alpi. È possibile richiedere in azienda il passaporto delle Panchine da far timbrare durante il tour. Cibo di strada e tavolini all’aperto è quello che propone l’azienda vitivinicola Il Poggio di Gavi, guidata da Francesca Poggio. Tutti i venerdì e i sabato, a partire dal 19 giugno, su prenotazione.

La bellissima e accogliente magione verde della casa vinicola con locanda La Raia, immersa nei 180 ettari di vigneti campi e boschi della tenuta biodinamica nel Gavi, offre la possibilità di ammirare un giardino delle erbe officinali e passeggiare nel grande giardino diffuso intorno alla piscina.  Per l’estate è stato realizzato un percorso vita alla base della collina e sono stati attrezzati all’interno della tenuta numerosi punti adatti per un picnic. I sentieri che portano alla cantina – aperta per le degustazioni dei vini biodinamici – e alle opere della Fondazione, aspettano di essere percorsi, a piedi e in bicicletta, con la speranza di incontrare uccelli, lepri e al pascolo le mucche Fassone. E per pranzi e cene, menu d’autore con le proposte di Tommaso Arrigoni, servito sui tavoli all’aperto distribuiti sulle ampie balze che affacciano sul vigneto di Cortese. I nuovi piatti sono ispirati all’orto e ai prodotti dei presidi Slow Food della zona.  

4. In Toscana, tra trekking e pic nic in vigna

Voglia di un weekend in Toscana, tra borghi suggestivi, morbidi colli e calici tintinnanti? Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Tenuta Fertuna, a Gavorrano, ha riaperto i battenti a metà maggio, sia per le visite in cantina che per le esperienze in enoteca. «Le nostre esperienze – assicurano – saranno effettuate seguendo tutte le procedure anti-covid». A partire dal numero degli ospiti: un massimo di 4 persone per ciascuno dei 4 tavoli che servono da postazioni per la degustazione. Tra i vari pacchetti si distingue “Fertuna on the Terrace”, escursione in jeep con degustazione sulla terrazza panoramica. Merita inoltre attenzione il pic nic in vigna, proposto per il 18, 19 e 20 giugno, e che comprende un mini tour in jeep tra i filari per arrivare alla terrazza panoramica, dove si potrà godere del panorama, di un goloso cestino e di una buona bottiglia a scelta tra Vermentino, Droppello, Rosé e Pactio.

Nei pressi di Castiglioncello, Castelli del Terriccio, tenuta dove nascono grandi supertuscans a partire da Lupicaia, punta la sua proposta di accoglienza sulle esperienze all’aperto: i visitatori potranno fare wine tasting, wine trekking, pic nic tutto nella splendida natura del Terriccio, microcosmo incontaminato e rigenerante dove il virus non è mai arrivato. Il tutto su prenotazione, per poter rispettare tutte le norme di sicurezza. Proprio per rispettare queste norme, la guest house La Marrana per quest’anno viene proposta in affitto come villa intera per periodi non inferiori alla settimana: le sue lussuose camere, il patio, i terrazzi, la piscina sono la cornice ideale per conoscere i vini del Terriccio, insieme al suo paesaggio e al territorio.

I percorsi emozionali sono la cifra dell’offerta di Castiglion del Bosco, a Montalcino, e Tenuta Prima Pietra, a Riparbella: tra le altre, Il Classic Tour è un’ottima opportunità per conoscere la regione del Brunello, accompagnato da professionisti che racconteranno i segreti del loro lavoro. Imperdibili gli abbinamenti con i prodotti del territorio. Nel Chianti bere bene fa rima con stare bene. Con l’apertura del 12 giugno il Dievole Wine Resort si fa teatro di un nuovo pacchetto benessere, l’Activity Nature Training Sense – ANTS, con un programma di mezza giornata a contatto con la natura: camminare scalzi e lasciare che i piedi si adattino a tutte le superfici calpestate, mangiare prestando attenzione ai sapori del cibo e praticare attività sportiva all’aria aperta, alla ricerca di un benessere a 360 gradi.

5. In Umbria, dormendo tra i vigneti  

Un’oasi sicura in Umbria? Roccafiore, vicino a Todi, e in particolare l’esclusivo Wine Chalet: un alloggio pensato per favorire un contatto autentico con il territorio, una piccola casa di legno, immersa in un bosco di querce, circondata dai vigneti. Il luogo ideale per sorseggiare in tranquillità i vini dell’azienda.

6. Puglia: esperienza dei cinque sensi

In Puglia tra luglio e settembre si terrà Tra le torri del Primitivo di Manduria, l’evento con il quale il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria invita i wine lover alla scoperta del territorio della grande doc, un percorso articolato in cinque tappe alla scoperta delle bellezze storiche, naturalistiche e, soprattutto, vitivinicole del territorio. E sempre in Puglia si segnala l’attività di Terra che vive, startup dedicata al turismo esperienziale in Puglia, tra wine tasting, pranzi in masseria e tour enologici.

7. Sicilia, tra vini e cucina eoliani 

Infine la Sicilia, con le Cantine Colosi di Salina. Tra il blu assoluto del mare, la luce del sole, lo spettacolo dei vigneti e i muretti a secco, la sensazione di essere lontani da tutto e da tutti: anche qui si conferma l’apertura della stagione di enoturismo con gli inevitabili adeguamenti alle normative di sicurezza. È confermata la possibilità di visita ai vigneti di Salina e soprattutto la degustazione dei vini abbinati agli ormai famosi spuntini a base di prodotti tipici della cucina eoliana. Il tutto sulla splendida terrazza di Casa Colosi, guardando il mare.