Il corteo dei CovidiotenIl virus dei complottisti tedeschi

La manifestazione contro le norme anti-coronavirus di sabato a Berlino rivela quanto efficace sia la tattica dell’estrema destra anche in tempi di pandemia

John MACDOUGALL / AFP

Sabato 1 agosto migliaia di persone si sono riversate per le strade di Berlino, per protestare contro le restrizioni anti-coronavirus imposte dal governo tedesco.

Circa 20.000 persone hanno sfilato nel centro della capitale rivendicando “i propri diritti costituzionalmente garantiti” o denunciando il complotto globale sul coronavirus “che in realtà non esiste”, facendosi fieramente beffe delle misure cautelative perché – come recitava un cartello – Selberdenker zeigen Gesicht, Sklaven tragen Masken, «chi pensa con la propria testa mostra il volto, gli schiavi indossano la maschera».

Punto d’onore per i manifestanti: il più totale spregio per distanziamento sociale e mascherine, che ha reso necessario l’intervento della polizia per interrompere anzitempo la parata, proprio a causa della sistematica violazione delle norme anticontagio. La tensione era parecchio alta e 45 poliziotti sono rimasti feriti nei tafferugli.

Finito il corteo, lo scontro si è spostato sui giornali e sui social. Contestatissimo il punto relativo alla partecipazione: alcuni organizzatori hanno parlato addirittura di 1 milione e trecentomila persone, cifra incredibile che è stata subito smentita dalla polizia e da tutti i fact-checker di Germania, ed è diventata il bersaglio preferito di numerose pagine satiriche in giro per la rete, con menzione speciale per Der Postillon, il Lercio tedesco.

Durissima la reazione della politica, che quasi unanimemente ha condannato quelli che sono stati da tempo ribattezzati Covidioten (non credo serva la traduzione), colpevoli di mettere a repentaglio tutti gli sforzi fatti dai tedeschi finora: «Cinici ed irresponsabili», li ha definiti Manfred Lucha dei Grünen, e termini simili hanno usato altri esponenti sia dell’Union che della Spd. Saskia Esken, leader dei socialdemocratici, li ha accusati di compromettere non solo la salute, ma anche la tenuta economica e sociale del Paese in questa crisi; e il Ministro della Salute Jens Spahn (Cdu) ha ricordato che certo manifestare è un diritto che deve essere possibile anche durante la pandemia, «ma non così».

Anche Markus Söder, popolarissimo Governatore della Baviera e leader della Csu, ha sottolineato come alcune persone stiano prendendo un po’ troppo alla leggera una seconda ondata che, nei fatti, «è già qui» – ed in effetti in Germania come in molti altri Paesi i contagi stanno nuovamente aumentando in maniera significativa – e ha invitato a prendere le distanze da certe manifestazioni non solo fisicamente, «ma anche spiritualmente».

Continua a leggere su Kater, un blog collettivo che parla di Germania – o almeno ci prova – al di là di semplificazioni, stereotipi e luoghi comuni.

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