Il dubbio Va in frigo oppure no?

Che cosa va conservato in frigorifero e che cosa va riposto in dispensa: una piccola guida per evitare errori (e discussioni). Miele, caffè e dadi non amano il freddo: lo sapevate?

Foto di cottonbro da Pexels

I sacchetti della spesa sono appena arrivati in casa. Riporne il contenuto può sembrare un’operazione tra le più semplici, ma non lo è. Ogni prodotto infatti può essere oggetto di un terribile dubbio: «andrà in frigo oppure no?». Dubbio che in alcuni casi si trasforma in un vero e proprio tarlo, fonte di discussione e addirittura di litigi. «Mia mamma il caffè lo ha sempre tenuto in frigo». «Tua mamma ha sempre sbagliato». E la baruffa di coppia è assicurata. Vero è che non esistono regole ferree, e che alcuni alimenti hanno esigenze davvero insospettabili. Ma proprio per questo può essere utile fare un po’ di chiarezza.

Frutta e verdura sono tra i cibi che più facilmente inducono in errore. Verrebbe istintivo conservare tutti i vegetali in frigorifero. Ma sarebbe sbagliato. Molti sanno che patate, cipolle e aglio vanno tenuti in un luogo fresco e asciutto, meglio se in sacchetti di carta, ma non in frigo: il freddo farebbe ammuffire le cipolle, renderebbe dolciastre le patate e porterebbe a germogliare l’aglio. Meno noto è che anche i pomodori vanno conservati fuori dal frigorifero, per evitare che perdano gusto e consistenza: una regola che si può infrangere solo quando il caldo si fa davvero intenso. Fuori dal frigo vanno tenuti anche arance, limoni e altri agrumi, l’avocado, le banane, le mele, i kiwi e i meloni: questi ultimi vanno conservati interi in un luogo fresco e asciutto; una volta tagliati è lecito dare una “rinfrescatina” veloce se si desidera gustarli a temperatura più bassa di quella ambiente. Non è un ortaggio, ma anche il basilico si trova a suo agio fuori dal frigo: se non si ha tempo e voglia di tenere qualche piantina in vaso, si possono conservare gli steli in un vaso con dell’acqua, come un mazzo di fiori. Lo stesso discorso vale per il prezzemolo.

Nessuna eccezione per quanto riguarda pane, torte da forno e biscotti: assolutamente fuori dal frigo, ma semplicemente in dispensa. In frigo si mettono solo le torte guarnite con creme, panna e mousse. Il pane, se proprio occorre, si può congelare. Fuori dal frigorifero anche il caffè (che si conserva ben chiuso in un barattolo ermetico), e il cioccolato: se proprio siamo nel mezzo di un’estate torrida e non abbiamo una dispensa fresca, possiamo mettere il cioccolato in frigo per evitare che si squagli, a patto di avvolgerlo nell’alluminio e di riporlo in un contenitore ermetico. Tassativamente fuori dal frigo anche il miele e l’olio extravergine di oliva. A sorpresa, è invece meglio mettere in frigo l’olio di semi di girasole e quello di semi di lino: il freddo ne preserva le proprietà.

E a proposito di condimenti: niente frigorifero neanche per salsa di soia e aceto. Senape, ketchup e maionese vanno invece messi in frigo una volta aperti, così come sughi pronti, sottoli (i sottaceti si conservano anche in dispensa) e marmellate. Come questi, sono molti i prodotti che possono stare sugli scaffali finché sono sigillati, ma che hanno bisogno di temperature più basse una volta intaccata la confezione: dal latte a lunga conservazione ai succhi di frutta e allo scatolame in generale. Non è invece necessario porre in frigorifero i dadi nemmeno dopo l’apertura, anzi in molti lo sconsigliano.

Ci sono infine dei cibi che sembrano fatti apposta per trarre in inganno. Uno su tutti: la mozzarella di bufala. Fresca e delicata, tutti penserebbero di custodirla in frigo. Niente di più sbagliato: va tenuta immersa nel suo liquido di governo (da conservare anche dopo l’apertura, per un’eventuale seconda “immersione”), a temperatura ambiente. A temperatura ambiente vanno anche le uova: del resto anche al super le troviamo fuori dal banco frigo.

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