Il più piccolo pilastro normativoCos’è l’articolo 324 dell’Unione europea, e perché è citato così tante volte

Avvolto da un alone di mistero, uno dei punti del Tfue che appare più volte è quello che prevede la convocazione di riunioni inter-istituzionali periodiche tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione per facilitare la procedura di bilancio

Da me o da te? Ma ce l’hai l’articolo 324? Se bazzicate i siti istituzionali dell’Unione europea, potreste esservi accorti di una formula ricorrente. Non importa quanto testo sottragga all’annuncio di un vertice ai piani alti dell’Eurozona: da qualche parte comparirà un «sulla base dell’articolo 324», a volte succeduto da un riferimento specifico, altre avvolto da sintomatico mistero.

Una delle ultime attestazioni era questa: «Domani ore 14 riunione a Berlaymont: Von der Leyen, Sassoli con Merkel in videoconferenza. Riunione convocata dalla Presidente della Commissione sulla base dell’articolo 324 del Trattato della Unione europea inerente i negoziati sul bilancio pluriennale europeo». Dopo un tridente del genere, il dispaccio brussellése non riesce a trattenersi e infila il codice di rito. Ma di cosa si tratta?

Risale alle origini, volendo, la sua gestazione. Il capitolo (il quinto del titolo secondo) cui appartiene l’articolo è vecchio come Roma 1957, il patto che dà vita alla Comunità economica europea, embrione di tutto quanto verrà dopo. Poi attraversa la storia comunitaria fino a oggi. Il nostro punto, però, vede la luce con l’aggiornamento di Lisbona, nel 2007. Da allora figura – con quella numerazione – nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea: le regole del gioco.

In italiano suona così: «Sono convocati regolarmente, su iniziativa della Commissione, incontri tra i presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione nell’ambito delle procedure di bilancio di cui al presente titolo. I presidenti prendono tutte le misure necessarie per favorire la concertazione e il ravvicinamento fra le posizioni delle istituzioni che presiedono, al fine di agevolare l’attuazione del presente titolo».

Per spiegarne la portata, rileggiamo quanto il ministero degli Esteri inglese – con impareggiabile sintesi britannica – annotò nel report comparativo sugli emendamenti varati in Portogallo da presentare in aula a Westminster. In una riga: «Art. 324. Nuovo. Prevede riunioni inter-istituzionali periodiche per facilitare la procedura di bilancio».

Segue un articolo, il 323, dove si enfatizza il rispetto degli impegni finanziari e, in un certo senso, gli risponde, suggerendo la strada del dialogo. In termini giuridici, viene sancito il principio di leale cooperazione: era il modus operandi fin dagli Anni Ottanta, ora è nero su bianco. Anche se ha valenza di raccomandazione, da allora si parla di «trilogo» per le tre istituzioni coinvolte, con i rispettivi presidenti: Europarlamento, Commissione, Consiglio.

Ogni volta che il trittico si ricompone, potete scommetterci, verrà menzionato un quarto componente, invisibile. Nel press corner della Commissione europea, «Article 324 Meeting» è addirittura una categoria, oltreché il titolo del file pdf con il resoconto degli incontri, per esempio in quello di mercoledì scorso.

Finisce per citarlo la stessa Von der Leyen quando annuncia la riunione successiva, in un formulario che in termini di ricorrenze ricorda vagamente – ma il paragone va adattato ai vostri gusti per le serie tv – mantra come «Nel mezzo di un gelido inverno» dei Peaky Blinders o «For this night and all the nights to come» proferito dal Night’s Watch di Game of Thrones.

Fuor di battuta, nella congiuntura attuale, è anche merito di quel blocchetto di testo – attivato dalla Commissione su richiesta dell’Europarlamento – se l’Europa ha sbloccato quella risposta senza precedenti che va sotto il nome di #NextGenerationEU. È il pilastro normativo di una triangolazione, la legittima: anche per questo viene citato così spesso. Ubi societas, ibi ius.

Questo articolo è pubblicato in forza dell’articolo 324.
Tanto ormai sapete cos’è.

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