Omaggi e novitàEcco “Senzamargine”, la nuova mostra inaugurata al MAXXI

Saranno esposte le opere di nove maestri dell’arte contemporanea, da Luigi Ghirri a Jannis Kounellis. Per la prima volta fanno il loro ingresso (trionfale) nella collezione del museo

Anna Maria Maiolino, in mostra al MAXXI

Nuove opere, una collezione ingrandita e una mostra omaggio. È il programma del MAXXI di Roma, il Museo Nazionale delle arti del XXI secolo che nell’anno del suo decennale inaugura oggi la mostra “Senzamargine. Passaggi nell’arte italiana a cavallo del millennio”.

Dal 2 ottobre 2020 al 10 ottobre 2021 il visitatore potrà vedere i lavori di Carla Accardi, Luciano Fabro, Luigi Ghirri, Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, Paolo Icaro, Jannis Kounellis, Anna Maria Maiolino, Claudio Parmiggiani, Mario Schifano.

Nove maestri – figure imprescindibili dell’arte contemporanea – che ancora non facevano parte della collezione del museo ma che, grazie a un contributo del Mibact, hanno fatto il loro ingresso. Trionfale, si direbbe.

Anche perché ad affiancarli c’è un focus dedicato ad Alberto Boatto, fondatore e direttore nel 1969 della rivista d’avanguardia “Senzamargine” (da cui il titolo della mostra): il suo archivio, molto prezioso, è stato donato dalla famiglia al museo. Insieme, c’è anche l’Omaggio a Claudia Gian Ferrari, gallerista e collezionista scomparsa 10 anni fa dopo aver donato al MAXXI oltre 50 opere.

Come spiega la presidente del museo Giovanna Melandri, «la collezione di arte, architettura e fotografia è l’anima del MAXXI, la sua identità. Incrementarla, conservarla e renderla fruibile è la principale missione del Museo nazionale del contemporaneo».

Il percorso con l’esposizione delle 30 fotografie di Luigi Ghirri, celebre per la sua rappresentazione del paesaggio. Sono state pubblicate nel 1989 nel volume “Paesaggio italiano” per la collana “I Quaderni di Lotus”, una sorta di «geografia sentimentale, dove gli itinerari non sono segnati e precisi, ma ubbidiscono a strani grovigli del vedere».

Segue l’ambiente dedicato a Mario Schifano, con opere come “Per Esempio”, i dipinti “Segni” e “Ritracciato”, i tondi “Chi” e “Dolore” presentate a Roma nel 1990. Qui Schifano torna a meditare sul potere anestetizzante della televisione e si sofferma sull’esposizione costante a una overdose di immagini sempre più svuotate di significato.

Per Luciano Fabro, figura tra le più note dell’Arte Povera, ci sono due opere: “Enfasi (Baldacchino)” e “Italia all’asta”. Le due tele “Bianco argento” e “Bianco argento 3” di Carla Accardi, invece, riflettono l’indagine sul segno che ha accompagnato l’artista per tutta la sua carriera. Dialogano con l’installazione “Casa Labirinto”, esposta per la prima volta a Palazzo Doria Pamphilj di Valmontone nel 2000: un parallelepipedo in perspex su cui Accardi ha tracciato segni neri e grigi.

Ma c’è anche Jannis Kounellis, con la potente installazione “Senza titolo” del 2014, presentata per la prima volta a Todi e poi a Londra nel 2014, tra le ultime realizzate dall’artista. In quest’opera, dove grandi coltelli da macellaio che trafiggono cappotti neri a brandelli avvolgono lo spazio, Kounellis parla della condizione umana e delle sue ferite.

Di Paolo Icaro c’è “Spiette”, opera del 1991, per la prima volta allestita a dimensione ambientale: lo spazio viene punteggiato con 36 piccole forme di gesso dove sono incastonati frammenti di vetro specchiante. Posizionate con diverse angolazioni, le Spiette si riflettono l’una con l’altra e sembrano tessere una invisibile trama di sguardi.

Claudio Parmiggiani presenta “Senza titolo”, una delle sue famose delocazioni, e Anna Maria Maiolino, artista di origine italiana che vive e lavora in Brasile mette in mostra una serie di opere che riflettono la commistione di linguaggi, tra sculture, fotografie e disegni, di diversa provenienza.

Infine, la “stanza” dedicata a Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi: “Senzamargine” è un doveroso omaggio a questo straordinario duo di artisti, con il corpus di opere “Dal Polo all’Equatore”, che comprende un film, un grande rotolo disegnato e altri lavori su carta.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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