I vecchi mostriLa destra estrema è qui per restare, ma non si deve smettere di combatterla

Una galassia di partiti, movimenti e personaggi che ha conquistato, se non il potere, almeno una percentuale preoccupante di voti in quasi tutto il mondo occidentale. Ma come spiega Cas Mudde in “Ultradestra”, spesso il sostegno nei loro confronti si è dimostrato volatile

Jeff Dean / AFP

Per lungo tempo abbiamo creduto che alcuni Paesi fossero immuni alle politiche di ultradestra. Americani e britannici ritenevano che i loro Paesi, intrinsecamente democratici, ne fossero salvaguardati avendo già resistito alle tentazioni fasciste all’inizio del Ventesimo secolo.

Gli olandesi e gli svedesi credevano che le loro società fossero così liberali che i partiti della destra radicale populista non avrebbero mai potuto mettere radici. E molti pensavano che la Germania fosse stata così profondamente segnata dal trauma dell’Olocausto e dalla sua notevole Vergangenheitsbewältigung (capacità di “fare i conti con il passato”) che le forze dell’ultradestra non avrebbero mai potuto riconquistare il sostegno popolare nella sua democrazia militante.

Allo stesso modo, i commentatori hanno a lungo sostenuto che il (recente) ricordo del regime autoritario di Franco spiegasse l’assenza di un partito di destra radicale populista di successo in Spagna.

Adesso sappiamo di aver sbagliato. E per quanto ci siano ancora dei Paesi in cui i partiti dell’ultradestra non hanno successo, come il Canada o il Portogallo, ciò accade più per una questione di offerta che di domanda. Anche questi Paesi sono terreno fertile per le politiche di destra radicale populista. Semplicemente non si sono ancora confrontati con il partito o l’imprenditore della politica di destra radicale populista più adatto al loro contesto politico.

Come questa situazione possa rapidamente mutare lo abbiamo visto per esempio in Spagna, dove Vox è riuscito là dove molti altri partiti di ultradestra avevano fallito. Per quanto sia stato effettivamente aiutato da circostanze specifiche, tra cui le tensioni relative all’indipendenza catalana e i gigantesch scandali per corruzione interni al Partito popolare, Vox ha comunque rapidamente raggiunto non solo il successo popolare, ma anche la rilevanza politica.

L’ultradestra è qui per restare

L’ultradestra è qui per restare. E questo vale anche per l’estrema destra, già sopravvissuta alla repressione conseguente alla sconfitta del 1945 dei movimenti e dei regimi fascisti che l’hanno originariamente ispirata.

Per essere chiari, ci sono poche indicazioni che i partiti o i politici di estrema destra stiano tornando ad avere potere politico. Perfino in Grecia, che probabilmente più di ogni altra democrazia ricorda la Germania della Repubblica di Weimar, i neonazisti di Alba Dorata sono stabili a circa il 5-7% dei voti.

Detto questo, gli attori e le idee dell’estrema destra hanno recentemente ricevuto le lodi di due degli uomini più potenti del mondo: il presidente brasiliano Bolsonaro (in riferimento alla dittatura militare) e il presidente statunitense Trump (in riferimento ai manifestanti della alt-right di Charlottesville).

Oltretutto, l’antisemitismo e il razzismo sono tornati al centro del dibattito politico, in maniera più implicita sui media tradizionali e in maniera più esplicita sui social media.

Se non bastasse c’è anche un chiaro aumento sia della violenza verbale sia della violenza fisica dell’estrema destra. Le minacce violente da parte di attivisti e troll (anonimi) di ultradestra sono all’ordine del giorno sui social media, anche se molte piattaforme sono recentemente diventate più vigili e repressive, restringendo lentamente ma con costanza gli spazi all’interno dei quali l’ultradestra può operare.

Sia la violenza fisica che quella verbale sono esplose in seguito alla “crisi dei rifugiati”, provocando insulti e violenze sia nei confronti degli “stranieri” sia dei “nativi” sospettati di sostenerli.

Dopo decenni di ossessione nei confronti del terrorismo jihadista, a discapito di (altre) minacce terroristiche interne, molti Paesi sono sempre più all’erta nei confronti della crescente minaccia del terrorismo di ultradestra. Fino a oggi, la maggior parte degli attentati principali sono stati eseguiti da assalitori singoli, ma anche questi individui erano strettamente collegati alla più vasta comunità virtuale di ultradestra.

Visto il suo stretto legame con i valori convenzionali, anche se radicalizzati, e visto che il suo recente successo è collegato a cambiamenti di carattere strutturale e fa riferimento a questioni di grande rilevanza, ci sono poche ragioni per ritenere che la destra radicale e populista abbia raggiunto il suo picco politico o elettorale.

Ma per quanto il sostegno delle idee della destra radicale populista sia relativamente stabile all’interno della società, molti partiti di destra radicale populista hanno ancora un elettorato molto volatile. Ciò perché la salienza dei loro temi dipende dal più ampio contesto politico e varia nel tempo e nello spazio. In fondo, la politica è prima di tutto locale e non globale.

da “Ultradestra. Radicali ed estremisti dall’antagonismo al potere”, di Cas Mudde, Luiss University Press, 2020

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta