Giochi di paroleBuondì Motta questa volta prende in giro i negazionisti

Torna la campagna pubblicitaria che da anni gioca sul filo dell’ironia, per sfatare le fake news e bufale attraverso l’immagine di una famiglia più che tradizionale che deve confrontarsi con i grandi cattivi dell’attualità. Se solo bastasse un poco di zucchero!

Negli ultimi anni la comunicazione pubblicitaria di Buondì Motta si è caratterizzata per un uso del sarcasmo quasi estremo.

Alcuni spot hanno suscitato dibattiti in rete e nei talk show, denotando come non sia sempre facile stare sul filo dell’ironia, senza rischiare di incappare in grandi polemiche di chi ritiene che alcune immagini siano troppo forti e inaccettabili per il sentimento comune.

Insomma un asteroide o un enorme Buondì che cade sui genitori di una bambina che pretende di avere una “colazione golosa e leggera” solo perché costoro assicurano che questo tipo di prodotto non esista, per alcuni spettatori è troppo, per altri, la maggioranza per fortuna, vista la benevola accoglienza e i buoni risultati commerciali, è solo un motivo di strappare un sorriso. Dunque un successo di comunicazione.

Questo percorso è iniziato negli scorsi anni e anche nel 2020 si conferma nello stile e nei concetti espressi. Infatti, il sotteso delle campagne degli scorsi anni è il prendersi gioco delle fake news, di chi le produce, di chi le alimenta.

Ancor più, dunque, nell’anno in cui una pandemia globale di cui le teorie sull’origine sono ancora incerte e hanno offerto la possibilità di interpretazioni controrverse a tutti i livelli, anche quelli scientifici purtroppo, ecco che le fake news sono all’ordine del giorno, anzi alcune teorie complottiste hanno ripreso vigore.

Buondì Motta o meglio la loro agenzia, non si è lasciata scappare l’occasione di proseguire nel solco delle campagne avviate negli scorsi anni, così i nuovi spot hanno come leit motiv la cospirazione, giocando con scaltrezza con le parole sostituendo con essa la parola “colazione” prima di “golosa”.

Protagonisti una famiglia all’ora di colazione e un terzo incomodo, il complottista, che, nelle diverse pubblicità proposte in questa campagna 2020, trova giustificazione alle teorie più bizzarre di questi ultimi anni o usa frasi classiche del negazionismo come l’ossessiva e insinuante “non ce lo dicono”.

Così le parole come “golosa”, “leggera”, “glassa”, “granella” dimostrerebbero che la merendina non bisognerebbe mangiarla perché contiene 5G, ma anche la forma del buondì è la prova che la terra sia piatta, per non dire della storica teoria che l’uomo non sia mai stato sulla luna, insomma tutto per dire che la colazione golosa e leggera sia impossibile.

Il gioco del contrario usando la propria campagna pubblicità per far finta di parlar male del proprio prodotto, se fatto con leggerezza, garantisce un buon risultato.

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