Bigino Per i distratti: la newsletter di questa settimana

Cosa abbiamo scritto, pensato e discusso questa settimana: ristori, ristoratori e delivery, ma anche cene da favola nei nostri cartoni animati preferiti e la filiera dell’olio extravergine d’oliva o le meraviglie della grenache. Non sapete di cosa stiamo parlando? Leggete qui

«Non sono d’accordo con queste regole, ma le rispetto lo stesso». 

È una delle frasi più belle che ho ascoltato questa settimana, e a pronunciarla è stata una persona molto colpita economicamente da questa chiusura forzata dei ristoranti, perché ne è uno dei principali fornitori.
Ed è lo stesso effetto che mi ha fatto la reazione pacata di un ristoratore, che come tutti nei giorni scorsi ha ricevuto i ristori promessi dal Governo, stavolta arrivati davvero in tempo record.
È sinceramente turbato dalle reazioni bellicose dei colleghi che continuano a protestare a lamentarsi. Tre le ipotesi che fa il collega: o sono locali nati da poco, che purtroppo non hanno uno storico sul quale basare le richieste, o lo fanno a prescindere, per stare nell’onda del malcontento, oppure hanno ricevuto una quota non soddisfacente. Ma visto che i ristori dipendono dal fatturato precedente, siamo sicuri che fosse stato dichiarato il totale dell’incasso?
Il vero problema, sottolinea il cuoco, è che la cassa integrazione non arriva, e torniamo al problema vero che pare non essere affatto risolto: i dipendenti dei ristoranti, che rimangono comunque senza lavoro e senza stipendio, ultimi tra i colpiti.
In una triste guerra tra poveri, ci sono sempre i poveri più poveri degli altri.

Un po’ come i rider, che hanno fatto sentire la loro voce sempre di più in questi mesi in cui sono stati al centro dei nostri pasti e della nostra sopravvivenza gastronomica. Adesso qualcuno pensa di assumerli, e a noi è venuto in mente che il costo di quel lavoro è un po’ considerato come il costo degli articoli e dell’informazione. Indispensabile, ma senza che nessuno sia disposto a pagarlo.
C’è un’altra categoria che però ha bisogno di ristori: con il lockdown anche il mercato dei distributori automatici è crollato. Le conseguenze della pandemia, compreso lo smart working, mettono a rischio un settore con 30mila dipendenti e una expertise tra le migliori d’Europa.

Gastronomika prosegue la sua indagine tra i ristoratori e ogni giorno alle 18 su CopriFuoco dà loro spazio per raccontare come stanno vivendo il momento contingente: dalla zona rossa alle fortunate zone ancora gialle, ogni giorno è l’occasione per scoprire come reagiscono alla crisi e quali soluzioni hanno immaginato per uscirne. Le conversazioni sono visibili anche dopo la diretta, qui. E abbiamo deciso di farne anche un Dossier, per chi preferisce leggere piuttosto che ascoltare.
Prosegue anche la rubrica dedicata al delivery, che ogni giorno ci racconta chi c’è per cena: una panoramica dei tanti che stanno modificando la loro offerta per farci arrivare a casa un pasto caldo.

Questa settimana abbiamo riflettuto sul cibo degli altri, tra negazionisti dell’etnico e affezionati del viaggio a tavola. Di sicuro abbiamo capito che i nostri prodotti all’estero saranno tutelati: L’Europarlamento ha dato via libera a larga maggioranza all’accordo con Pechino. Dal 2021 le eccellenze alimentari come la mozzarella di bufala campana, il pecorino romano, il parmigiano reggiano o l’aceto balsamico di Modena saranno protetti dai falsi nel mercato cinese, un’ottima notizia.
.
E ragionando sul lockdown, presente e passato, abbiamo scoperto che le prassi che abbiamo introdotto ai fornelli non ci hanno abbandonati. Ma pare che dobbiamo impegnarci di più per diventare migliori: per fondare la nuova umanità bisogna liberarsi del lockdown dello spirito, come dice Carlo Ratti, che cerca di fare fronte alla chiusura determinata dagli spazi digitali con spazi reali di incontro e confronto, come ha fatto con VITAE, edificio con cui porta la vigna in città, e collaborando al progetto “The New Humanity 2021” di Lavazza.

Abbiamo poi fatto un punto sulle macellerie vegane: da un capo all’altro della penisola si diffondono piccole realtà gastronomiche, laboratori alimentari e locali che accostano macellati e prodotti veg, con l’intenzione prima o poi di dire addio per sempre alla carne. Con buona pace dell’Unione Europea.

Non ci facciamo prendere dallo sconforto, e cerchiamo la leggerezza nei modi che conosciamo: suggerendovi cose da fare, vedere, mangiare, bere per far passare la malinconia (e pensare un po’ al Natale!) e mettendo in fila i film Disney in base al loro gradimento gustativo.

Vi lasciamo come sempre con tre consigli: qualcosa da bere con le castagne, per festeggiare San Martino e qualcosa da sapere su un vitigno tra i più diffusi al mondo, che in Italia dà vita a tanti vini che beviamo abitualmente, senza sapere che è tutto merito della grenache.

E mentre degustate, ecco anche qualcosa da leggere sbirciando tra gli articoli della stampa internazionale.

Buona cucina: rossa arancione o gialla che sia, è sempre in grado di confortarci.

Siamo sempre alla ricerca di nuovi spunti, suggerimenti e idee per capire meglio il mondo del cibo contemporaneo. E anche della nuova ricetta per il piatto più buono del mondo. Se ce l’hai, o vuoi aiutarci a fare un giornale migliore, puoi scriverci qui: gastronomika@linkiesta.it

Questa è la newsletter di Gastronomika: esce ogni venerdì intorno all’ora di pranzo, per stuzzicare l’appetito e la curiosità dei nostri lettori. Per riceverla in anteprima potete iscrivervi qui.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta

Linkiesta PaperIl nuovo numero quintuplo de Linkiesta Paper – ordinalo qui

In edicola a Milano e a Roma dal 4 marzo, oppure ordinabile qui, il nuovo super numero de Linkiesta Paper questa volta è composto di cinque dorsi: Linkiesta, Europea, Greenkiesta, Gastronomika e Il lavoro che verrà.

Con un inserto speciale su Alexei Navalny, un graphic novel di Giovanni Nardone, l’anticipazione del nuovo libro di Guia Soncini “L’era della suscettibilità” e la recensione di Luca Bizzarri.

Linkiesta Paper, 32 pagine, è stato disegnato da Giovanni Cavalleri e Francesca Pignataro. Costa dieci euro, più quattro di spedizione.

Le spedizioni partiranno lunedì 1 marzo (e arriverrano entro due giorni, con corriere tracciato).

10 a copia