Cooperazione informaticaIl piano della Commissione per accelerare la digitalizzazione dei sistemi giudiziari

Bruxelles vuole garantire uno scambiodelle informazioni tra le squadre investigative degli Stati membri che indagano su casi di terrorismo transfrontaliero. Le banche dati elettroniche sono facili da consultare, riducono al minimo i costi per gli utenti

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La Commissione europea ha presentato una serie di proposte di legge per rendere più moderni i sistemi giudiziari degli Stati membri e digitalizzare le procedure di cooperazione giudiziaria in materia civile, commerciale e penale entro la fine del 2021 L’obiettivo è garantire uno scambio digitale delle informazioni tra le squadre investigative dei Paesi Ue che indagano su casi di terrorismo transfrontaliero. In effetti le banche dati elettroniche sono facili da consultare, riducono al minimo i costi per gli utenti e sono utilizzabili anche durante una crisi pandemica senza mandare il sistema in caos.

Ma c’è un problema; non tutti i registri degli Stati membri sono digitalizzati. Per velocizzare l’interconnessione delle varie banche dati la Commissione vuole estendere a tutti i Paesi Ue l’accesso a e-CODEX (e-Justice Communication through Online Data Exchange), strumento per la cooperazione sicura nei procedimenti transfrontalieri civili, commerciali e penali diventerà lo standard di riferimento.

Queste misure saranno finanziate con i fondi del prossimo bilancio pluriennale 2021-2027 e del Next Generation EU. Non sarà una decisione dall’alto, per capire dove investire la Commissione europea discuterà le sue proposte con le pubbliche amministrazioni, il sistema giudiziario, le organizzazioni professionali del settore giuridico e altre parti interessate.

«La crisi del coronavirus ha ricordato con forza la necessità di una rapida digitalizzazione della giustizia» ha spiegato Didier Reynders, commissario europeo per la Giustizia. «Il pacchetto adottato oggi consentirà ai cittadini e alle imprese, ovunque nell’Unione, di poter accedere facilmente alla giustizia, non solo offline, ma anche online».

La Commissione punta anche a raggiungere un altro obiettivo ambizioso: entro il 2024 almeno il 15% degli avvocati e il 65% dei giudici e pubblici ministeri dovranno essere formati sul diritto dell’Unione europea, ormai sempre più importante nelle giurisdizioni nazionali. Per cercare i corsi di formazione sul diritto Ue gli operatori della giustizia potranno accedere alla piattaforma di formazione europea, avviata oggi per una prima fase di test e che dovrebbe diventare pienamente operativa nel corso del 2021.

Finora solo 1,2 milioni di operatori della giustizia hanno ricevuto una formazione sul diritto dell’Ue o di diritto di uno Stato membro. Di questi180mila nel 2019, ovvero il 12,9% del totale.

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