BisSotto l’albero che vorrei

Non importa se attorno al tavolo saremo due, quattro o sei: lo spirito del Natale scorrerà potente in noi grazie a enormi porzioni di lasagne, innumerevoli calici di vino, fette di panettone a ogni caffè e, al termine di tutto, domande come «Hai mangiato?»

In Tanto pe’ cantà Nino Manfredi lo chiama “frìccico”. Una parola che, già dal suono, ci porta alla mente una certa effervescenza del cuore, bollicine inarrestabili di gioia, quasi una scossa che pervade l’animo nei momenti di particolare emozione. Il momento dell’anno in cui il “frìccico” fibrilla il cuore di molti è il Natale. Quest’anno sarà diverso, lo sappiamo. Non ci saranno grandi tavolate. Per i regali, la mappa di diffusione potrebbe essere molto circoscritta (oppure no, grazie ai valorosi corrieri!). Ma nessun dpcm può spegnerlo, quel frìccico acceso da prime, anche timide lucine natalizie, dagli alberi, dai presepi e dai ricettari in cerca del piatto tradizionale o insolito da proporre il 25 dicembre. Sotto l’albero che vorrei ci sono queste dieci cose: esperienze, cibo, libri, design. Che sia almeno un po’ Natale, anche solo per gli occhi.

Biglietti fatti a mano

Qualunque sia il regalo scelto, non si trascuri mai il biglietto. Vergare a mano una parola, un sentimento, un augurio è un modo unico per essere più vicini. In quell’inchiostro c’è amore e dedizione. Quindi anche basta con i biglietti di auguri “industriali”. Scrivete a Melania di Trattilenti, che realizza vere e proprie opere d’arte vergate a mano.

Tavola intima con pumo

Coltello e tovagliolo al posto giusto, cucchiaino per il dolce al di sopra del piatto e segnaposto per ognuno dei commensali: anche una tavola intima richiede attenzione. Avendo più spazio, possiamo sbizzarrirci e abbondare con posate, poggia posate e avventurarci persino in creativi segnaposto (per delucidazioni su galateo e geometrie, consultare Storia delle buone maniere a tavola di Margaret Visser – Slow Food Editore). Borgo Egnazia ha creato il Mezzo Pumo con pomodori, un simbolo tutto pugliese che ci invita a pensare alla calda estate e ai suoi frutti. Il pumo è un’icona di abbondanza e prosperità. Spesso visibile sui balconi della Valle d’Itria, è forse il mezzo iconografico giusto per augurare un anno migliore.

Brindare

Dopo l’omaggio in bianco e in rosso ai muretti a secco della Val di Cembra, arriva il 708 km Trento DOC Extra Brut, la bollicina ambasciatrice del territorio in cui è nata la cultura enoica trentina. La linea esprime le peculiarità pedoclimatiche uniche della vallata: il clima continentale, l’esposizione a sud-est, la componente geologica porfirica e calcarea che caratterizza laparte iniziale della vallata, la forte escursione termica in periodo pre-vendemmiale, che rende le bucce più profumate. Il nome, 708 km, si riferisce alla lunghezza dei muretti a secco che orlano i vigneti della valle. inseriti nel registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali.

Omaggio all’infanzia

Cos’è il Natale, se non ritrovare un pezzo d’infanzia sotto l’albero, coccolare il fanciullino che ancora vive e gioca dentro di noi? A questo sentimento intimo e caldo è dedicato il Monte Duello di Giannitessari. Si tratta di un vino che viene dall’infanzia, da una tradizione vinicola tramandata di padre in figlio e un’attenta selezione delle uve e un metodo artigianale custodito nel tempo. Il viticoltore di Roncà (VR) è stato ispirato dal vino dolce prodotto storicamente nel paese di Brognoligo, frazione di Monteforte d’Alpone, dove Gianni Tessari è cresciuto. Il passito di uva durella valorizza tre terroir, tra loro diversi ma complementari: DOC Soave, Monti Lessini e Colli Berici. Il Monte Duello presenta l’aroma complesso del passito, intenso e dolce al palato, che lascia spazio a un finale persistente e inatteso, grazie a una freschezza decisa tipica dell’uva durella.

Coccole deluxe

Tartufo a casa? Perché no. A portarlo è il neonato Appennino Food Shop. La boutique del gusto seleziona il carpoforo più adatto alle esigenze del cliente e in 24-48 ore lo fa arrivare a casa. Il tartufo viene spedito in una confezione che lo avvicina a un gioiello prezioso: la scatola ne conserve integrità e freschezza fino alla sua destinazione.

Tombola!

Rinunciare alla tombola in presenza sembra inevitabile, ma c’è chi sta già lavorando per organizzare sessioni online (anche se non ne possiamo più di videochat e la parola “zoom” ci fa venire l’orticaria), chi si schiarisce l’ugola e chi ripassa le definizioni della smorfia napoletana. Per gli inossidabili amanti di ambo e terno, c’è una versione della tombola che può rendere le estrazioni davvero uniche. PUGLIAddosso, brand di Vittoria Olive specializzato nella creazione di capi e oggetti dipinti a mano con soggetti tipici pugliesi, ha presentato La Tombola del Tacco. La particolarità sta tutta nel tabellone, dove a ogni numero è abbinato un cibo o un simbolo della cultura regionale. Dalle Rape al 24 alla Madonna dei sette veli di Foggia al 58, sarà divertentissimo scoprire la regione numero dopo numero.

Pausa di riflessione

Stefan Sagmeister, star del graphic design celebre per le sue copertine per i grandi del rock tra cui i Rolling Stones, ha firmato la nuova Illy Art Collection. Il fil rouge della sua opera è “Now = Better”. Una provocazione? No, più un ribaltamento di prospettiva. Quello che Sagmeister vuole suggerire è di prenderci del tempo, anche durante la pausa per un caffè, per provare a cambiare il nostro sguardo sul mondo, guardandolo in una prospettiva di lungo termine. Attorno alla parola “riflesso” si muove anche la decorazione delle quattro tazzine, in cui forme colorate si rispecchiano nell’esterno argenteo, trasformandosi in suggestioni grafico-visuali positive.

Super poteri per l’anno che verrà: ostinazione

In questo Natale non saremo “costretti” a cucinare. Lo faremo se ci andrà: i ristoratori non ci abbandoneranno all’odissea culinaria da montare su dal niente che, anche se per pochi, può mettere a dura prova la pazienza di chiunque. Alla tenacia di questi professionisti, duramente provati da questo 2020, è dedicato il libro Ostinati (Slow Food Editore), una raccolta di racconti e ricette di osterie resilienti e sostenibili. Il libro è stato scritto non tenendo conto del Covid: questi osti sono testardi per natura. Proprio per questo, sono di forte ispirazione per riflessioni sul ruolo dell’oste e su come possa fronteggiare sfide più grandi della propria cucina. Tra gli “ostinati” ci sono anche Francesco e Vincenzo Montaruli di Mezza Pagnotta – Cucina Etnobotanica, Ruvo di Puglia (Ba); Oscar e Ingrid Messner di Pitzock, Funes (Bz); e Gennaro D’Ignazio di Vecchia Marina, Roseto degli Abruzzi (Te).

Darsi una mano

Il festival Collisioni è nato da una sfida: portare i mostri sacri della musica e della letteratura mondiale in un piccolo paese delle Langhe, un modo alternativo per immergersi nelle Langhe e assaporare il cibo e il vino dei produttori locali. Quest’anno centinaia di piccoli imprenditori hanno perso il proprio pubblico: il lockdown li ha messi a dura prova. Collisioni vuole provare ad aiutarli e per questo lancia la campagna AgriFamily Vibes, un progetto di comunicazione e sensibilizzazione ideato per sostenere le piccole realtà agricole dalla tradizione famigliare. L’obiettivo a cui si guarda in collaborazione con “Compa”, La Compagnia dei Sapori Piemontesi, progetto sostenuto dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte, è quello di promuovere le storie e il lavoro di piccoli produttori  e di permettere la vendita dei loro prodotti attraverso ordini online o una rete di gruppi d’acquisto.

Amore in scatola

Pensate che i marron glacé siano roba da vecchie zie? Niente affatto. Dal consolidato rapporto di amicizia e collaborazione tra Agrimontana e Iginio Massari, nasce una speciale edizione limitata selezionata con cura secondo i canoni del Maestro. Grandi e profumati, morbidi e delicati, i marroni “Selezione Iginio Massari” rappresentano un piccolo piacere per golosi di ogni età. Disponibili in edizione limitata e numerata, sul nuovissimo shop online di Agrimontana e in pochi store altamente selezionati in tutta Italia, questa edizione speciale celebra filo invisibile che lega il marrone glassato con l’alta pasticceria.

Desiderio impossibile (?)

Questo è il desiderio irrazionale, d’impulso, che parla all’animo foodie senza curarsi di nient’altro se non del puro piacere. Per la sua collezione autunno-inverno 20-21, Moschino ha creato due borse molto particolari. La fantasia di Jeremy Scott ha attinto a piene mani dal Marie Antoinette di Sophie Coppola, mettendo davanti ai nostri occhi una clutch in pelle stampata a forma di croissant con chiusura a calamita e catena per tracolla. Per chi ha bisogno di più spazio, c’è la cake box bag, una borsa che richiama una scatola porta-torta in pelle celeste-avorio con manici semi rigidi. Indipendentemente dal fatto che la regina l’abbia mai detta, indossando queste borse, verrebbe da dire subito «Qu’ils mangent de la brioche».