Sconti alla vaccinaraNei ristoranti di Dubai il cliente vaccinato spende meno (bella idea, avendo i vaccini)

Una trovata di marketing o una reale attenzione all’emergenza sanitaria? In ogni caso, un primo segnale di come la ristorazione affronta il momento (perlomeno in quei posti dove le dosi ci sono già)

Per i negazionisti o per i no vax il ristorante costerà di più: è una provocazione, ma nemmeno più di tanto. Gli effetti sono reali, e a Dubai qualcuno ha già lanciato la sfida.

E mentre qui non abbiamo ancora ben deciso che cosa succederà ai vaccinati, se avranno privilegi rispetto a chi non vuole sottoporsi all’antidoto contro il coronavirus, mentre in Francia si discute della questione del passaporto vaccinale, un vero e proprio pass che permetterebbe alle persone di viaggiare, di andare al cinema o al ristorante, a Dubai tre ristoranti hanno istituito sconti speciali per i clienti vaccinati.

Lo sconto è modulare, a seconda della copertura: chi è alla prima dose avrà una riduzione del 10% sul conto. Chi è invece alla seconda dose risparmia il doppio, con una riduzione del 20%.

Come ottenere lo sconto? Facile. Mostrando il certificato medico di avvenuta vaccinazione.

E sono già circa 2,5 milioni su 10 milioni gli abitanti che sono stati vaccinati: Dubai è il secondo Paese dopo Israele con il tasso più alto a livello mondiale.

I ristoranti che hanno deciso di fare questa proposta sono il Bistro des Arts, il Publique, il ristorante britannico Reform Social and Grill e l’Ultra Brasserie, tutti gestiti da Gates Hospitality, fondati da Naim Maadad, che ha spiegato così la sua idea: «Vogliamo fermamente sostenere il Paese negli sforzi per combattere la pandemia, incoraggiando i cittadini a sottoporsi alla vaccinazione e incentivando sempre più persone a farlo. Il vaccino è stato approvato da professionisti medici e dall’Organizzazione mondiale della sanità. Tutto ciò che vogliamo è condurre gli affari in modo responsabile».

Con lo slogan “Diffondi amore, non coronavirus”, l’offerta è stata condivisa sulle pagine Instagram dei ristoranti, provocando una serie di reazioni da parte dei residenti e degli utenti dei social media.

Le critiche non si sono fatte attendere, e i maggiori critici gastronomici si sono espressi con commenti dubbiosi: sarà solo un banale trucco di marketing?

Samantha Wood, fondatrice di uno dei sito di recensioni più celebre del Paese l’ha definita una strategia controversa: «È un approccio molto creativo e l’industria ha sicuramente bisogno di tutta l’innovazione che può ottenere al momento. Mi aspetto che una strategia come questa possa interessare coloro che sono stati vaccinati perché molti apprezzano uno sconto, ma potrebbe alienare coloro che non lo hanno perché non sono ancora stati vaccinati. Inoltre, in tempi difficili, se i ristoranti sono disposti a offrire sconti, dovrebbero forse concentrarsi sulla ricompensa della fedeltà, indipendentemente dal certificato di vaccinazione», afferma Wood.

E se invece facessero entrambe le cose?

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