Assalto a Capitol HillKupchan: il responsabile del caos è Trump, ma anche il partito repubblicano

L’ex consigliere di Barack Obama in un’intervista al Corriere punta il dito anche sui repubblicani che non hanno fermato il presidente uscente, scegliendo «consapevolmente di non fare l’interesse degli Stati Uniti e del popolo americano»

(AP Photo/Manuel Balce Ceneta)

«Sono scioccato. È difficile accettare che quello a cui stiamo assistendo stia avvenendo negli Stati Uniti». A dirlo da Washington è Charles Kupchan, ex consigliere di Obama e professore di relazioni internazionali all’università di Georgetown, in un’intervista al Corriere.

Sullo schermo della tv scorrono le immagini dell’assalto dei sostenitori di Donald Trump al Congresso. «Il presidente ha grandi responsabilità», dice Kupchan, «ma le hanno anche parecchi membri del partito repubblicano. Per certi versi, credo che il comportamento del partito sia anche più preoccupante di quello del presidente: Trump è un individuo, ma il partito non lo ha fermato. Capisco che il presidente sia popolare con la base, ma gran parte dei repubblicani ha scelto consapevolmente di non fare l’interesse degli Stati Uniti e del popolo americano».

Negli ultimi giorni, però, commenta l’analista, «per fortuna molti repubblicani hanno rotto con Trump, evitando di ostacolare la certificazione dei risultati e scegliendo di schierarsi con la legge».

Tuttavia, Kupchan resta fiducioso: «Non vedo come quello che sta succedendo possa ostacolare lo Stato di diritto e, di conseguenza, l’inaugurazione di Joe Biden. Queste immagini però stanno facendo un danno irreparabile agli Stati Uniti». E anche il partito repubblicano pagherà un prezzo alto: «Questi estremisti stanno danneggiando la reputazione del partito sul lungo periodo».

Ma, sottolinea, anche quando Joe Biden diventerà presidente, «non bisogna dimenticare che 74 milioni di americani hanno votato per Trump, e che molti di loro continuano a credere che il presidente abbia vinto le elezioni». Anche sulla base di informazioni e notizie false: «Esistono agenti esterni, come la Russia o l’Iran, che sfruttano questa situazione mediatica, cercando di ampliare le nostre divisioni. L’essenza del problema però è qui negli Stati Uniti, dove convivono due narrative contrastanti che offrono impressioni diverse della realtà».

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