Post Capitol HillFacebook non suggerirà più i gruppi politici agli utenti

Lo ha annunciato Mark Zuckerberg, nell’ottica di «abbassare la temperatura e scoraggiare conversazioni divisive». E intanto, secondo un’esclusiva di Recode/Vox, con la sua fondazione sta per creare un nuovo gruppo incentrato sulla riforma della giustizia penale

La Presse

Mark Zuckerberg ha annunciato che Facebook non raccomanderà più agli utenti gruppi a tema politico. «Intendiamo mantenere i gruppi civici e politici al di fuori dei suggerimenti per lungo tempo ed espandere questa politica a livello globale», ha detto il ceo in nella conferenza sui conti del quarto trimestre della società. Specificando che il social network ridurrà anche i contenuti politici nei principali “news feed” degli utenti per contribuire ad «abbassare la temperatura e scoraggiare le conversazioni divisive». Mettendo fine così a una pratica che secondo molti avrebbe contributo alla polarizzazione online.

La mossa – come spiega Politico – è l’ultimo sforzo del più grande social network al mondo per ridurre il suo ruolo di vettore di odio politico. Il gigante della tecnologia aveva temporaneamente sospeso queste raccomandazioni a ottobre per gli utenti statunitensi in vista delle elezioni presidenziali. Ma, soprattutto alla luce dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio, la decisione sembra essere definitiva.

Zuckerberg ha anche detto che la società sta prendendo in considerazione l’adozione di nuove misure per limitare la quantità di contenuti politici nel feed di notizie. «La politica ha avuto modo di insinuarsi in ogni cosa», ha detto e «il feedback che vediamo dalla nostra comunità è che le persone non la vogliono nella loro esperienza».

La decisione, è chiaro, risente anche del cambio della amministrazione alla Casa Bianca. La scorsa settimana diversi democratici hanno invitato Facebook e altre società di social media a rivedere le loro raccomandazioni e algoritmi per ridurre la diffusione di contenuti incendiari, divisivi e violenti sulle loro piattaforme. I legislatori si sono scagliati contro le società, dicendo che, creando una «camera di eco digitale», hanno contribuito alla radicalizzazione di coloro che hanno preso d’assalto il Campidoglio.

«Forse nessuna singola entità è più responsabile della diffusione di pericolose teorie del complotto su larga scala e di infiammare lo spirito antigovernativo come quella che hai avviato e che sovrintendi oggi come presidente e amministratore delegato», hanno scritto in una lettera a Zuckerberg.

Intanto, Zuckerberg continua però a muoversi nel campo politico. E secondo una esclusiva di Recode/Vox, con la sua fondazione di charity Chan Zuckerberg Initiative, starebbe creando un nuovo gruppo incentrato sulla riforma della giustizia penale con una donazione di 350 milioni di dollari. È il più grande cambiamento nella fondazione da quando l’hanno lanciata cinque anni fa, scrive il giornale.

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