Oggi la manifestazioneL’appello di Luca Bizzarri per la riapertura di cinema, teatri e musei

I lavoratori dello spettacolo scendono in piazza a un anno di distanza dal primo provvedimento di chiusura. «Con le regole ristrettissime che giustamente esistono, queste attività avrebbero potuto proseguire, con capienze ridotte e seguendo precisi protocolli», dice l’attore e presidente della Fondazione Palazzo Ducale di Genova

«La situazione è drammatica per tanti lavoratori, quelli del mondo dello spettacolo sono stati sicuramente fra i più penalizzati: già prima chi lavora in questo settore faceva fatica a trovare la giusta considerazione, troppo spesso lo si considera qualcosa di cui si può fare a meno, sacrificabile, ma è sbagliato». Luca Bizzarri, attore, conduttore tv e presidente della Fondazione Palazzo Ducale di Genova, lo scrive in un appello pubblicato sulla Stampa nel giorno in cui i lavoratori dello spettacolo scendono in piazza in diverse città, a un anno di distanza dal primo provvedimento con cui sono stati chiusi teatri, cinema e sale da concerto. La richiesta è quella di riaprire in sicurezza, ma anche di costituire un tavolo interministeriale per il settore.

«La nascita di Unita, l’Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo, che oggi sarà presente in piazza, è, in questa catastrofe, un fatto positivo che merita di essere sottolineato: è importante che per la prima volta gli attori e i lavoratori dello spettacolo si siano messi insieme, che abbiano creato un’associazione che li rappresenta tutti, che parlino con la stessa voce ai rappresentanti del governo. Prima della pandemia ciascuno andava un po’ per conto proprio. Ora dobbiamo ragionare insieme su come uscire da questa situazione», spiega.

«A mio giudizio, teatri, cinema, musei, spettacoli dal vivo avrebbero potuto soffrire un pochino meno nell’anno che è trascorso. Con le regole ristrettissime che giustamente esistono, queste attività avrebbero potuto proseguire, con capienze ridotte e seguendo precisi protocolli. Si sarebbe potuto fare un po’ meglio di quanto si è fatto effettivamente. Ma ormai non ha senso recriminare, non si può tornare indietro sulle scelte fatte. Adesso bisogna guardare avanti e cercare di ricordarsi che il mondo della cultura e dello spettacolo rappresenta la prima industria italiana. Bisogna ricordarsene non solo per le tante persone che lavorano in questo settore, che non sono volti famosi e che molto spesso non appaiono, ma anche per il danno che si fa a tutta la collettività, che non può usufruire di un servizio essenziale».

Bizzarri spiega: «Appartengo a quel gruppo di fortunati che durante quest’anno ha lavorato, ma è una parte infinitesimale di tutto il comparto», ma «per la maggior parte dei lavoratori dello spettacolo, per le partite Iva, in quest’ultimo anno è venuto meno il sostentamento di base, ed è questo che va considerato».

Guardando al futuro, conclude Bizzari, «e basandomi sull’esperienza vissuta con le mostre e le attività organizzate a Palazzo Ducale, ogni volta che abbiamo riaperto e purtroppo richiuso, abbiamo registrato la massima capienza possibile di pubblico. Per questa ragione penso che teatri, cinema e spettacoli dal vivo, quando potranno riprendere, vivranno momenti di grande gioia e di partecipazione dal pubblico. Ci sarà una grande voglia di tornare a vedere una rappresentazione teatrale, un film, una mostra, un concerto. E magari lo considereremo un evento un po’ meno “scontato” rispetto a come lo vivevamo in precedenza».

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