L’Europa è donnaIl lavoro delle eurodeputate italiane per combattere la tratta di donne e bambini

Nella seconda puntata del suo nuovo podcast Linkiesta ha intervistato Isabella Adinolfi del Movimento Cinque Stelle e Annalisa Tardino della Lega per parlare della risoluzione per aggiornare la direttiva sulla tratta delle donne discussa nella sessione del Parlamento europeo di febbraio

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Linkiesta lancia il suo nuovo podcast: L’Europa è donna. Un mini ciclo di tre puntate per far conoscere il lavoro delle eurodeputate italiane a favore della parità di genere. In questa seconda puntata abbiamo intervistato Isabella Adinolfi del Movimento Cinque Stelle, membro sostitutivo di FEMM la Commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere del Parlamento europeo e Annalisa Tardino della Lega, membro di LIBE, la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni dell’Europarlamento.  

In questo episodio parleremo di due temi importanti discussi durante la sessione plenaria del Parlamento europeo di febbraio. La prima è una relazione con cui la maggioranza degli eurodeputati ha chiesto misure più dure contro la tratta di esseri umani e in particolare delle donne, con misure più forti per la protezione dei minori e una migliore tutela dei migranti e dei richiedenti asilo, che sono particolarmente a rischio del fenomeno. La relazione ovviamente è un atto non vincolante, ma è un messaggio politico inviato alla Commissione per aggiornare ai tempi che corrono la direttiva del 2011 sul tema. 

Abbiamo chiesto a Isabella Adinolfi del Movimento Cinque Stelle perché ha votato a favore e a Annalisa Tardino perché si è astenuta (L’astensione non è un voto contrario ma una posizione politica per rilevare alcune criticità nel testo).

Durante la sessione plenaria di febbraio il Parlamento europeo ha anche approvato una risoluzione per denunciare il fatto che nessuno Stato membro europeo ha completato gli obiettivi stabiliti alla Convenzione di Pechino del 15 settembre 1995. 26 anni dopo i progressi complessivi in materia di diritti delle donne sono ben al di sotto degli impegni presi. L’indice 2020 prodotto dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere ha dimostrato addirittura una battuta d’arresto nel miglioramento della parità di genere, visto che permangono notevoli disparità: dalle carriere di lavoro, alla retribuzione. 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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